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TIR in città, nuovo vertice a Palazzo Zanca

Nuovo vertice a Palazzo Zanca per discutere di TIR e attraversamento dello Stretto. Il sindaco Renato Accorinti ha convocato le società Bluferries, Caronte&Tourist e Meridiano Lines e in discussione ci dovrebbe essere l’ordinanza che vieta ai TIR di utilizzare l’approdo di Messina Marittima.

Provvedimento che di fatto concentra tutto il traffico pesante nel nuovo porto di Tremestieri e che ha messo in allarme il sindacato Orsa e i lavoratori della Bluferries, 70 dei quali rischiano di essere licenziati.

Un provvedimento che la città attende da anni, anche se in questo momento potrebbe creare più problemi che altro. Nella Rada San Francesco i TIR possono solo sbarcare (almeno fino a quando il sindaco di Villa San Giovanni non firmerà un provvedimento coerente con quello già emanato dall’amministrazione comunale di Messina) e per l’imbarco dei mezzi pesanti sarebbe disponibili solo Tremestieri.

Che però funziona al 50% visto che i lavori di dragaggio sono ancora in fase di esecuzione e la cui ultimazione è prevista per dicembre.

“Ho parlato giusto ieri con il direttore dei lavori -conferma il segretario generale dell’Autorità Portuale di Messina Di Sarcina- e mi ha confermato che si sta rispettano il cronoprogramma che abbiamo predisposto”.

A lanciare l’allarme il sindacato Orsa, che prevede con la chiusura totale al traffico dei mezzi pesanti da e verso l’approdo di Messina Marittima la perdita di decine di posti di lavoro tra Bluferries e indotto.

“Risulta ovvio -spiegano il segretario generale di Orsa Sicilia Mariano Massaro e il delegato regionale di Orsa Trasporti Michele Barresi- che con l’attuale limitazione del porto è impossibile aumentare le corse verso Tremestieri. Pertanto Bluferries si troverebbe costretta a impiegare una sola nave per coprire esclusivamente le attuali 6 traversate da e per Tremestieri e risulterebbero superflue le altre due unità e quella di riserva che attualmente operano nel porto di Messina Marittima. E questo si tradurrebbe nella potenziale perdita di 70 posti di lavoro più l’indotto: addetti alle pulizie, al piazzale o alle biglietterie e altro”.

Caronte&Tourist gestisce il 90% del traghettamento delle auto, che è concentrato alla Rada San Francesco. Il rischio è che Bluferries, venendo meno i mezzi pesanti che utilizzano Messina Marittima, abbandoni il porto storico e anche il collegamento sullo Stretto.

“Non sarebbero più effettuate le corse, anche notturne, che Bluferries garantisce di sabato e domenica quando Metromare interrompe il servizio e mancherebbe anche

il supporto quotidiano che le bidirezionali offrono per l’attraversamento dei pedoni e dei clienti di Trenitalia che viaggiano da e verso il continente”.

A peggiorare la situazione l’ipotesi concreta che il Governo non intenda finanziare il collegamento veloce, suddiviso tra Ustica Lines e Bluferries. Domani si terrà un incontro al Ministro dei Trasporti con i sindaci di Messina, Reggio e Villa San Giovanni, durante il quale si comunicherà la mancanza di fondi per il rifinanziamento dell’appalto.

“A questo punto -spiegano Massaro e Barresi- la continuità territoriale dovrebbe essere garantita dalle Regioni Sicilia e Calabria che hanno abbondantemente annunciato il loro stato di crisi profonda. In buona sintesi l’unica speranza per veicolare delle risorse verso lo Stretto si può concretizzare solo attraverso la legge di stabilità che il Governo Nazionale presenterà alla fine di novembre. Ma in questo modo il bando per il rinnovo dell’appalto attualmente in proroga a Metromare fino a dicembre slitterebbe a non prima di aprile 2014 e fino a questa data nello stretto di Messina, in assenza di Metromare e Bluferries, non sarebbe garantita la continuità territoriale per i pedoni e per i passeggeri dei treni che partono da Villa San Giovanni e Reggio Calabria verso il continente.

Considerando che il porto di Tremestieri è in eterna emergenza, il sindaco Accorinti e gli assessori competenti hanno il dovere di valutare tutti i risvolti della vicenda prima di rendere operativa qualsivoglia ordinanza che stravolge l’attuale equilibrio del traghettamento dei mezzi gommati.

Riteniamo indispensabile che la città sia liberata dai TIR, siamo stati e saremo protagonisti nelle lotte che si prefiggono tale obiettivo, ma se si agisce di fretta e senza la dovuta programmazione si rischia di realizzare una toppa peggiore del buco”.

Per il sindacato Orsa infatti, la riorganizzazione del traffico dei mezzi pesanti da e per l’Isola non può prescindere dalla piena operatività del porto di Tremestieri.

“Invitiamo l’Amministrazione Comunale a concentrare gli sforzi in tale direzione –concludono Massaro e Barresi- prima di improvvisare soluzioni fantasiose. È vero che la città è soffocata dai TIR, ma è altrettanto vero che Messina non può permettersi di perdere un solo posto di lavoro né di compromettere il diritto universale alla mobilità e la continuità territoriale dei cittadini.

Il cambiamento dal basso prevede il coinvolgimento di tutte le parti in causa e in tal senso lavoratori e pendolari dello Stretto hanno un ruolo di protagonisti a cui vanno garantiti diritti, servizi e lavoro. Senza se e senza ma”.