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TIR in città e un’ordinanza a costo zero da 36 mila euro

TIR in via Porta Imperiale
TIR in via I Settembre

A oltre un mese di distanza dalla pubblicazione della seconda ordinanza anti TIR emanata dall’amministrazione Accorinti a Messina è cambiato ben poco.

Come si può vedere dalle foto di Dino Sturiale scattate ieri mattina, l’invasione è democraticamente spalmata sull’intera città.

Sulla spinta della pressione di chi pretendeva il mantenimento di almeno uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del sindaco (“libererò Messina dai TIR a qualsiasi costo”) l’esecutivo ha dato il via libera a due ordinanze dirigenziali una più pasticciona dell’altra.

Senza contare che il concetto di costo zero tanto caro ad Accorinti va a farsi benedire, perché mantenere il presidio dei vigili urbani 24 ore su 24 all’interno del serpentone della Rada San Francesco e della stazione marittima costerà non meno di 36 mila euro l’anno per via delle spese derivanti dalla maggiorazione notturna. Dove si andrà a recuperare questa somma non è ancora chiaro a nessuno, ma prima o poi qualcuno dovrà pagare.

TIR in via Garibaldi

Da chiarire anche che il transito dei TIR è vietato h24 solo all’interno del serpentone e delle corsie di imbarco delle FS, mentre nel resto della città possono transitare liberamente e senza problemi ed è per questo che continuiamo a vederli imperversare in viale della Libertà, in via La Farina, sulla SS 114, in via I Settembre e altrove.

Ma la vera chicca dell’ordinanza è che dalle 7 alle 9 e dalle 12 alle 14 i mezzi pesanti non possono percorrere in discesa il viale Europa e il viale Gazzi, a meno che non vogliano imbarcarsi con la Cartour al molo Norimberga.

In questo caso, possono transitare quando vogliono. E questo significa che quando per esempio un TIR scende lungo il

viale Boccetta, i vigili urbani dovrebbero capire guardando in faccia l’autista dove si vuole imbarcare e regolarsi di conseguenza. Follia pura, ma nessuno vi ha ancora posto rimedio.

Così come altrettanto folle è che a decidere rispetto alle eventuali deroghe (ufficialmente consentite solo se l’attesa nel porto di Tremestieri supera i 60 minuti) sono i responsabili della società che gestisce il terminal del porto a sud. In pratica, chi ha la maggiore convenienza che gli imbarchi avvengano altrove.

L’amministrazione  Accorinti ha di fatto consegnato nelle mani della Terminal Tremestieri il potere di sospendere l’attività di controllo e repressione della Polizia Municipale, che è stata totalmente esautorata dalle proprie funzioni con la seconda delibera e trasformata in una sorta di portinaia che assiste impotente all’imbarco e allo sbarco dei mezzi, senza che il Comando abbia più voce in capitolo.

TIR a piazza del Popolo (foto Dino Sturiale)

A peggiorare le cose la mancanza di collaborazione da parte dell’amministrazione di Villa San Giovanni, che nulla ha fatto e probabilmente nulla farà perché non ha alcun interesse a comprimere gli imbarchi negli approdi della tratta per Tremestieri aumentando i tempi e facendo incolonnare i TIR nel proprio territorio a beneficio di Messina.

Di fatto, tutti i mezzi pesanti che escono dal serpentone della Rada San Francesco o dalla Marittima non rischiano nulla, mentre chi per dolo o per ignoranza è in entrata è punito.

E vaglielo a spiegare a chi viene da fuori come vanno le cose a Messina, dove l’umore del momento vale più della logica e dell’analisi delle conseguenze di un’azione.

Senza contare che le pattuglie in presidio permanente sono sottratte agli organici già all’osso del Corpo di Polizia Municipale, con conseguenze facilmente immaginabili.

In realtà, sarebbe bastato attendere il completamento dei lavori di dragaggio del secondo approdo del porto di Tremestieri e la città sarebbe stata davvero libera dai TIR, senza peraltro rischiare l’emergenza occupazionale per gli equipaggi che la Bluferries impiega alla Marittima. Tutte cose dette e ridette, scritte e riscritte, ma delle quali l’amministrazione Accorinti non sembra tenere conto.