TIR, i sindacati: “Il contenzioso danneggia l’intera città”

I TIR che passano dal cavalcavia della Zona Falcata

“Il contenzioso che sta nascendo sulla vicenda del transito dei TIR nella nostra città, rischia di danneggiare la collettività e di far perdere di vista le soluzioni vere per liberare la città di Messina dalla servitù dell’attraversamento”.

Così i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Messina Lillo Oceano, Tonino Genovese e Carmelo Catania commentano la decisione dell’amministrazione Accorinti di sospendere l’ordinanza, firmata dal dirigente alla Viabilità Mario Pizzino, che vieta l’attraversamento dei TIR dalle 7 alle 21 nell’area compresa tra il viale Europa e la Stazione Marittima.

“Affrontare il tema del transito dei mezzi, soprattutto dei TIR, dal centro della città è tema annoso, sul quale si sono cimentati tutti circa i danni, gli interessi, le soluzioni -commentano.

Bisogna riconoscere che l’ipotesi di impedire e basta, senza alcuna alternativa, il transito dei TIR non era mai venuta in mente a nessuno. Con altrettanta franchezza bisogna dire che l’idea è quantomeno bislacca.

Messina è per fatto naturale interfaccia siciliana per garantire la continuità territoriale tra la parte continentale del nostro Paese e la nostra isola, la più grande del Mediterraneo e con oltre 5 milioni di abitanti. Pensare di impedire in questo punto il transito dei mezzi nella fascia oraria tra le 7 e le 21 all’autostrada del mare, vettore tra i meno inquinanti e che toglie molti TIR e auto dalla Salerno-Reggio Calabria, costituisce il tentativo (come dimostrano anche gli argomenti e i toni usati dal sindaco Accorinti) di condurre ideologicamente a mo’ di crociata una battaglia che non si sa o non si vuole condurre in altro modo”.

Per Cgil, Cisl e Uil il vero problema è la mancanza di infrastrutture

adeguate. “Se la città non ha il secondo porto decentrato e le strade per liberare il centro dal transito dei mezzi pesanti che attraversano lo Stretto -aggiungono- non è responsabilità né colpa dei camionisti né degli armatori pubblici e privati. La responsabilità sta nel non aver realizzato quelle opere ed è tutta delle classi dirigenti che non hanno trovato le risorse necessarie e non hanno realizzato quelle opere”.

All’amministrazione Accorinti i sindacati contestano di non avere in alcun modo rivendicato e accelerato opere prioritarie come il completamento del porto di Tremestieri e la riqualificazione della via Don Blasco o di avere individuato soluzioni alternative.

“Cancellare l’autostrada del mare o sottoporla a organizzazione e orari che ne compromettono la competitività, non offrire alternative viarie, impedire per tutto il traghettamento l’accesso dei TIR alla città e quindi l’impossibilità tra le 7 e le 21 di trasportare, caricare e scaricare merci nel territorio comunale senza che esistano apposite aree di stoccaggio e un’adeguata organizzazione logistica e dimensione d’impresa capace di sopportare questi costi -chiosano Oceano, Genovese e Catania- determina un aumento dei costi produttivi nella nostra città (e di tutte le merci da e per la Sicilia) e la rende un territorio da scartare.

E’ una pretesa irragionevole, che ostacola le attività esistenti e lo sviluppo produttivo senza offrire alcuna alternativa all’assenza di qualsiasi attività. Adesso siamo ad un bivio: o l’Amministrazione continua nell’errore, ingaggiando un contenzioso irragionevole contro i tir e gli operatori navali –concludono Oceano, Genovese e Catania – oppure, finalmente, promuove una vertenza insieme alle parti sociali e alle forze produttive per il completamento del porto di Tremestieri, l’adeguamento della via Don Blasco e la realizzazione di tutte quelle opere che servono a liberare Messina dalla servitù dell’attraversamento, senza la pretesa di eliminare i TIR o i vettori navali. Indossando, questa volta, la fascia tricolore per incalzare le Istituzioni regionali e nazionali inadempienti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *