TIR, Accorinti a Garofalo: “Lo scontro voluto dagli armatori”

Garofalo con Cacciola, Accorinti e Germanà durante un incontro a Palazzo Zanca

Botta e risposta tra il sindaco Renato Accorinti e il parlamentare NCD (ex PDL ed ex Forza Italia) Enzo Garofalo.

Che pur avendo dichiarato l’anno scorso quando fu chiaro che il ballottaggio sarebbe stato tra Felice Calabrò e l’attuale sindaco che avrebbe votato per lui, sulla vicenda TIR lo ha invece accusato di comportarsi da attivista e non da primo cittadino.

Pronta la replica di Accorinti. “Caro Enzo -scrive- con te come con tutti i parlamentari messinesi abbiamo sempre collaborato per affrontare e risolvere i problemi della città, facendo fronte comune perché gli interessi della nostra comunità sono prioritari rispetto alle appartenenze politiche, alla sordità delle istanze nazionali o regionali, agli interessi particolari di chiunque, anteponendo l’interesse generale ad ogni punto di vista particolare.

Per questa ragione trovo sorprendente la lettura della Tua nota di ieri. Sorprendente, perché poco leggibile nei suoi risvolti pratici e perché non trovo cenno alla posizione assunta dagli armatori in questa vicenda.

Sorprendente, ancora, perché mi attribuisci un atteggiamento oltranzista che non risponde al vero e, infine, perché in un brano non virgolettato, sembri attribuire a Ialacqua un dietrofront sull’inceneritore di Pace del tutto fuori dalla verità delle cose. Tu mi accusi di agire non da sindaco, ma da attivista, come se avessi imposto senza confronti e senza proporre alternative un provvedimento che vieterebbe la libertà di circolazione delle merci in città.

Forse non sei informato del fatto che l’ordinanza emanata ha avuto come premessa un lungo confronto con gli armatori, ai quali era stato offerta ampia tolleranza per quest’anno in cambio di un impegno formale all’annullamento dei transiti diurni a partire dal 2015, con un anno di tempo per affrontare e gestire la transizione ad una nuova organizzazione dei tempi, ricevendo in cambio il più deciso diniego. Il muro contro muro è stato posto in essere dagli armatori. Cosa avresti fatto Tu da sindaco?

Avresti ritenuto necessario piegare agli interessi del gruppo imprenditoriale l’obiettivo di rendere Messina una città normale, normalmente non attraversata dai TIR? Sicuramente no. Anche Tu avresti assunto (naturalmente con lo stile e i modi che caratterizzano la Tua persona) comportamenti fermi, capaci di chiarire che l’intenzione del primo cittadino è quella di difendere e tutelare senza se e senza ma la vivibilità della città e la salute dei cittadini, di affermare che la città non può essere assoggettata a ricatti di alcun genere o provenienza. Nessuno ha detto a Franza di sopprimere la corsa diurna, che nasce con l’obiettivo di intercettare la domanda turistica dei mezzi leggeri.

Gli è stato semplicemente chiesto di limitarla a questo flusso, oppure di attivare sistemi di stoccaggio dei mezzi pesanti o ancora di attivare orari che fossero compatibili con la vivibilità del centro urbano, assumendo l’impegno di non replicare la presenza diurna dei TIR nel prossimo anno. Il gruppo armatoriale ha rifiutato, affermando che il modesto numero di camion avrebbe potuto essere gestito anche di giorno.

Ma il numero in realtà modesto non è, atteso che lo scorso venerdì i mezzi sbarcati erano sessanta. L’attuazione del provvedimento, peraltro, non blocca la circolazione dei TIR, ma la regolamenta sottoponendola a sanzione e a ordinata immissione nel traffico urbano. Come sindaco ho riservato a me la competenza sulla vigilanza urbana e ho voluto simbolicamente sovraintendere

alla regolamentazione dei flussi, verificando che i vigili urbani gestissero efficientemente l’incolonnamento dei mezzi pesanti sul cavalcavia.

All’imbocco del cavalcavia una pattuglia di vigili immette uno ad uno i camion (che saranno sanzionati sul viale Europa) nel traffico urbano e attende un tempo congruo prima di dare il via all’immissione seguente, in modo da diluire l’impatto dei mezzi pesanti sul traffico urbano. Non si tratta di oltranzismo o di attivismo, ma piuttosto dell’assunzione di responsabilità di un sindaco che, avendo emesso un’ordinanza, ne cura l’attuazione sul territorio della sua città, in ossequio anche al principio costituzionale della tutela della salute. Non è fuor di luogo rammentare che nel primo giorno di entrata in vigore dell’ordinanza, attorno alle 7, un ciclista è stato investito da un TIR sulla via La Farina, con ciò evidenziando l’incremento di rischio per i cittadini connesso all’ingerenza del traffico pesante.

Tu mi accusi di non considerare che il transito dei TIR in città è determinato in prevalenza dall’anomalia degli sbarchi alla Rada S. Francesco. Ma sai benissimo (anche per avere Tu stesso promosso un recentissimo incontro al Comune tra Amministrazione, Capitaneria di Porto, Autorità Portuale) con quanta attenzione l’Amministrazione segua i lavori per la ripresa del secondo scivolo a Tremestieri.

E sai che questo evento, atteso per la prima decina di agosto, costituirà la soluzione al problema. La settimana del desabbiamento degli imbarchi obbligherà alla chiusura integrale dell’approdo di Tremestieri e per garantire ai camionisti la continuità territoriale da Te richiamata, il traffico cittadino sarà nuovamente invaso in maniera ancor più massiccia e intensiva dai mezzi pesanti. Tuttavia, passata questa settimana calda, si entrerà nel regime di una reale marginalità della deviazione in deroga dei flussi pesanti nel traffico urbano, risolvendo in maniera radicale la questione dei TIR alla Rada S. Francesco e al porto storico.

L’attenzione all’immissione dei flussi pesanti provenienti da Salerno non confligge con lo sforzo di liberare la città dai camion diretti sulla sponda calabrese ed è invece orientata all’attuazione più rapida possibile di una reale strategia di normalizzazione della città di Messina, mentre il tentativo di spostare l’argomento dalla Cartour alla Rada S. Francesco rischia di proporre l’assuefazione della città a un traffico implicitamente indicato come marginale o poco significativo.

Tu, rivolgendoti a me, accosti implicitamente l’amministrazione al governo Crocetta nell’accusa che muovi a quest’ultimo di non presenziare al tavolo ministeriale che studia e approfondisce la mobilità sullo Stretto di Messina, ma sai benissimo che su questo fronte noi siamo presentissimi (partecipiamo con due assessori) e propositivi, discutendo (anche con il tuo intervento) con il ministero anche per la funzionalità del collegamento coi mezzi veloci tra le due sponde.

E sai anche che, insieme al ministero, sollecitiamo la Regione Sicilia a partecipare al tavolo tecnico. La questione è un’altra. Nessuna città al mondo è nelle condizioni di Messina, che paga un prezzo elevatissimo e mai abbastanza risarcito al ruolo di snodo nel traffico nazionale. Tutti condividiamo l’obiettivo di fare di Messina una città vivibile anche sotto il profilo della mobilità e della viabilità.

Gli interventi (naturalmente migliorabili e incrementabili) volti alla diffusione della ciclabilità e della pedonalità perseguono questo obiettivo, ma nessuna normalità e vivibilità potranno mai essere possibili se la città non sarà liberata dall’interferenza di mezzi pesanti che non hanno interagibilità funzionale con la rete viaria urbana. Per questo sono certo che Tu, con l’intera deputazione messinese sia nazionale che regionale, sosterrai ogni azione (condotta dall’Amministrazione o da qualunque altro soggetto civile o politico) coerentemente volta alla civilizzazione di Messina”.

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