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They’re talking about a revolution

Giulia Arcovito

Non sono una grande conoscitrice della storia della filosofia. Mi nascondo goffamente dietro la più inflazionata delle citazioni di Socrate: so di non sapere.

Nel tentativo di mettere una pezza sulle mie mancanze, ho riscoperto un concetto interessante che ha attraversato 2.300 anni di storia per arrivare a me oggi, risuonando in modo particolare. E’ il concetto di Stato filosofico (Stato ideale) espresso da Platone nel dialogo “La Repubblica”.

Semplificando, l’idea di Platone è questa: chi detiene cariche pubbliche deve avere un livello di sapienza adeguato alla sua carica. In particolare, il compito di governare dovrebbe essere affidato ai filosofi, intesi come persone che più delle altre hanno saputo recuperare l’idea del Bene.

Impossibile non fare un istintivo parallelismo con l’attuale situazione politica di Messina. A me l’idea del sindaco-filosofo piace molto, e non potrei non riconoscerne il potenziale positivo per una città che fino a poco tempo fa ero molto più abituata a odiare che ad amare.

Nell’ultimo anno mi è capitato di assistere a diversi interventi di Renato Accorinti, durante i quali ho raccolto una serie di sue citazioni che dimostrano come inspiegabilmente Messina abbia eletto, oltre a un sindaco, una sorta di guida spirituale. Citazioni che per senso comune non rientrano strettamente nel cosiddetto dovere di cronaca, ma che secondo me hanno una certa rilevanza, se il ruolo di chi scrive è quello di raccontare il presente come storia che si sta esprimendo e se è vero che la storia è una serie di fatti ma anche di atmosfere, di movimenti di pensiero. Movimenti di pensiero che se interiorizzati potrebbero fare del bene alla città ancor più di qualsiasi ordinanza comunale, ne sono convinta.

Per tutti questi motivi propongo qui una breve raccolta di queste piccole perle di saggezza e sulla falsariga della campagna marketing di Coca Cola che ha deciso di stampare sulle sue bottiglie alcuni stralci di frasi di canzoni (vedi articolo precedente), azzardo: mi piacerebbe una campagna simile a livello locale, con le frasi del sindaco Accorinti stampate sulle etichette della più che mai nostra birra, oggi giustamente al centro dell’attenzione dei media messinesi e non, al punto che anche il programma di Rai 3 Pane quotidiano, pochi mesi fa, ha inserito la vicenda dei lavoratori del Birrificio Messina nella sua raccolta di “storie che cambiano il nostro Paese”.

Di seguito la mia personale hit parade di accorintiane citazioni, in ordine sparso.

“Mi sento vicino anche al più criminale di questa terra, perché non mi sento migliore di lui.” Qui si parlava di carceri, del valore del concetto di rieducazione, ma anche di quel “senso di compassione umana che dobbiamo avere per qualunque nostro fratello o sorella” (così ha proseguito lo stesso Accorinti). Per dire che il concetto di famiglia, dai siciliani in particolare così sentito, può andare ben oltre quello di “persone che condividono il nostro stesso patrimonio genetico”.

“Fare la raccolta differenziata è un atto d’amore verso se stessi.” Certo, anche verso la collettività e verso l’intero ecosistema, è stato poi aggiunto. Ma una frase così letta in pausa pranzo a suon di panino e bira con granita, chissà, potrebbe suscitare un bel po’ di sani interrogativi.

“Bisogna combattere l’errore, non l’errante”. Questa chicca deriva dalla lunga esperienza di pacifista che ha caratterizzato la vita di Renato Accorinti. A me personalmente ha aperto molto gli occhi e fornito interessanti soluzioni, specie per affrontare tutti quei momenti in cui mi verrebbe l’istinto di uccidere a sassate il mio vicino incapace di comprendere verità che a me sembrano così ovvie. Di più, quest’idea sarebbe in grado di mettere fine agli effetti devastanti di anni e anni di squallidi battibecchi in stile Maria De Filippi.

“L’invidia è una delle cose più brutte del mondo… buttiamola via.” Questa è una frase dell’Accorinti insegnante, che racconta come nella sua carriera di professore di educazione fisica abbia sempre cercato di incoraggiare i suoi allievi a esprimere liberamente il proprio apprezzamento verso i compagni. Quanto è liberatorio manifestare la propria ammirazione verso qualcuno o qualcosa, invece di tenerla dentro per vederla trasformarsi nel più distruttivo dei sentimenti? Provare per credere.

“Ogni pezzo di umanità mi arricchisce. E mi sto scialando a vivere.” Questa è una dichiarazione fresca fresca, di un sindaco che scappa dal fronte del blocco fisico dei tir, per presenziare ad un avvenimento altrettanto significativo come la presentazione della nuova stagione del Teatro Vittorio Emanuele, dopo un anno di morte apparente. E racchiude una grande e preziosa lezione, quella dell’atteggiamento positivo verso la vita e verso gli altri.

“La bellezza non è il disegno di uno, ma il mosaico che si costruisce insieme”. Qui non c’è troppo da aggiungere. Se non che probabilmente non c’è frase più adatta di questa come benedizione per l’avventura dei lavoratori della cooperativa “Birrificio Messina”, che è decisamente un altissimo esempio di rivoluzione “dal basso”.

E mi viene in mente questo pezzo meraviglioso di Tracy Chapman che sembra sia stato scritto apposta (e che senza dubbio è stato scritto proprio pensando a belle storie come questa).

In bocca al lupo!