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The iron lady

The iron lady 

Paese: Gran Bretagna

Genere: Biografico/Drammatico

Durata: 104 minuti

Regia: Phyllida Lloyd 

Quasi in risposta al “J. Edgar” di Eastwood giunge quest’opera dello stesso genere della regista Phyllida Lloyd, che già aveva diretto la splendida Meryl Streep in “Mamma mia”. Da un inizio che vede una Thatcher attempata e preda di un morbo di Alzhaeimer  a cui si rifiuta di cedere, il film prende le mosse per narrare la vita di questa donna dal periodo dei bombardamenti di Londra e l’ammissione ad Oxford con il conseguente ingresso in politica, fino alla caduta dalla carica di primo ministro nel 1990. I fasti della sua carriera politica si mescolano agli elementi della vita presente, in cui la Lady di ferro vede il suo presente sempre più invaso e inquinato da immagini del passato e in particolare del marito morto, che rischiano di farle perdere il contatto con la

realtà. 

Alla fine del suo percorso però vedremo una donna che a dispetto della sua malattia, deciderà di vivere il suo presente così come ha fatto con il suo passato, con forza e determinazione e senza farsi distogliere dai ricordi, a volte preziosi, a volte dolorosi, che fanno comunque parte di lei. 

L’impostazione del film è simile al film di Eastwood, con un occhio di riguardo alla vita e ai sentimenti della protagonista, a scapito però di alcuni eventi storici che hanno visto la Thatcher protagonista e che sono stati trattati all’acqua di rose.  Nonostante sia così simile a “J. Edgar” sotto diversi punti di vista, salta subito agli occhi quanto la pellicola della Lloyd sia più coinvolgente e riesca ad esaltare sia i momenti di ironia che di tensione, senza dubbio aiutata in tutto ciò dalla performance della Streep, davvero meravigliosa. Anche l’uso della colonna sonora si rivela azzeccatissimo e a tratti trascinante. Consigliato a chi non vuole dimenticare la Lady di ferro.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.