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#C’eraunavoltailcinema. The hateful height

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Paese: U.S.A.

Genere: western

Durata: 168 minuti

Regia: Quentin Tarantino

Tarantino torna alla ribalta con un nuovo western dopo il successo di “Django unchained” che gli ha fruttato un Oscar per la sceneggiatura e uno come miglior attore non protagonista a Christoph Waltz. Una diligenza sta percorrendo a tutto spiano le strade del Wyoming. A bordo, John “il Boia” Ruth (Kurt Russell) sta scortando la sua prigioniera Daisy (Jennifer Jason Leigh) fino a Red Rock dove sarà impiccata e lui riscuoterà la taglia di 10.000 dollari.  Lungo la strada, la carrozza è fermata due volte da due uomini che chiedono di salire per non morire congelati dalla tempesta di neve in arrivo.

Uno è l’ex maggiore dell’Unione Marquis Warren (Samuel L. Jackson), ora cacciatore di taglie, l’altro è Chris Mannix (Walton Goggins), un rinnegato sudista che dice di essere il nuovo sceriffo di Red Rock. John, nonostante i sospetti acconsente a far salire entrambi. Per non farsi travolgere dalla tempesta devono fermarsi da Minnie (Dana Gourrier), che gestisce un emporio/locanda nel mezzo del nulla.

Una volta lì però, scoprono che Minnie è andata a trovare la madre e che la locanda è gestita da uno sconosciuto. Dentro, a scaldarsi trovano un vecchio generale confederato, il mandriano Joe Gage (Michael Madsen) e tale Oswaldo Mobray (Tim Roth), bizzarro inglese che si presenta come il Boia di Red Rock. Mentre attendono che la tempesta passi scoprono che ognuno di loro ha qualcosa da nascondere…

Per l’ennesima volta, Tarantino sforna un’opera originale (nonostante gli evidenti riferimenti cinematografici) sorprendente e capace di inchiodarti alla sedia. Come sempre il punto di forza sono i dialoghi e la sceneggiatura che presentano dei personaggi memorabili, in grado di entrarti dentro fin da subito. La messa in scena, per gran parte del film è parecchio teatrale, ricorda molto “Le iene”.

I personaggi, orribili e carichi di fascino meriterebbero ognuno un film a parte e i dialoghi che li legano l’uno all’altro sono acuti e carichi d’ironia. Ciò che contribuisce ulteriormente a rendere interessante la storia e che quasi impedisce fisicamente allo spettatore di distrarsi, è il continuo ribaltamento di lealtà e alleanze reciproche. Si ha tempo per cambiare opinione un paio di volte per ognuno dei personaggi, con uno stile che ricorda molto “La Cosa” di John Carpenter.

Due parole per il cast di attori: ognuno di loro ha la fortuna di interpretare un personaggio memorabile e il film ha la fortuna che ognuno di loro si esibisca in una performance pressoché perfetta. Kurt Russel, Samuel L. Jackson, Michael Madsen, Tim Roth, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Channing Tatum, solo per parlare dei principali, sono tutti incredibili ed esaltano una sceneggiatura eccezionale.

La consueta regia di Tarantino conferisce colore e movimento alla storia, con le sue inquadrature sbilenche, camere dal basso e piani sequenza, il tutto montato in sei affascinanti capitoli, conditi, tanto per non farsi mancare nulla, dalle musiche di Morricone. Se c’è bisogno di ulteriori incoraggiamenti per vedere questo film, chi scrive non è in grado di fornirli. Consigliato a tutti.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.