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The fighter

The fighter

Paese: U.S.A.
Durata: 115 minuti
Genere: Drammatico
Regia: David O. Russell

Film ispirato alla vera storia dei fratelli Ward, Micky e Dicky, entrambi pugili: il primo ha avuto il suo momento di gloria in un incontro contro Sugar Ray Leonard, il secondo in attesa dell’occasione giusta. È un’opera il cui la boxe, sebbene abbia un ruolo preponderante, fa da sfondo o poco più. Il succo della questione è la vita di questi due pugili, cresciuti in una zona dura, in una famiglia numerosa che si fa un vanto delle sue umili origini.

Dicky, di dieci anni più vecchio del fratello, vive delle sue glorie passate, annebbiato dai fumi del crack. Gli propongono di girare un film sulla sua dipendenza e sul suo glorioso passato, cosa che accetta con entusiasmo cullandosi nell’idea che la pellicola possa fare da trampolino di lancio ad un suo improbabile rientro sul ring. Micky è una promessa e affida la sua carriera alla sua famiglia: sua madre è la manager, suo fratello l’allenatore. In famiglia tutti, (Micky incluso) trattano Dicky coi guanti, fingendo che il suo problema di tossicodipendenza non esista, arrivando anche a trascurare le possibilità di carriera del fratello minore che si guadagna da vivere spalando catrame nelle strade.

Neppure Micky si rende conto della

cosa (o se lo fa, ritiene che sia giusto così), almeno fino all’incontro con Charlene, di cui si innamora e che lo fa riflettere sulla sua vita. Osteggiata dalla famiglia, che la vede come un’estranea, Charlene non viene accettata e così Micky si trova a dover scegliere tra la sua famiglia e la sua carriera. Un film crudo sulla vita disagiata delle periferie americane, abbastanza ben realizzato, con una buona prova attoriale di tutti, su cui spicca Christian Bale nel ruolo di Dicky: la sua interpretazione di un tossico fallito è commovente, degna dell’Oscar che ha ricevuto.

È stata molto ben reso il clima entro cui Micky si trova e il conflitto con cui ha a che fare: i suoi sentimenti per la sua volenterosa, possessiva e invadente famiglia, che adora, e le scelte che potrebbero dare una svolta alla sua carriera e alla sua vita sentimentale. L’ostilità istintiva, prepotente e a tratti infantile che la sua famiglia nutre verso tutto il mondo è talmente soffocante da essere quasi palpabile, e trasmette quel senso di impotenza che si ha quando si ha a che fare con la propria famiglia, tipica del diverbio con un bambino cocciuto. Va detto però, che il film nulla aggiunge al filone della “vita spericolata” e a volte dà l’idea di un fastidioso dejà vu. Consigliato a chi ha dei dubbi sulla propria famiglia.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.