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The Double

The Double 

Paese: U.S.A.

Genere: Drammatico/Thriller

Durata: 98 minuti

Regia: Michael Brandt 

Dopo “Identikit di un delitto” Richard Gere torna nel genere, rivestendo i panni di un ex agente della CIA, sotto la prima regia dello sceneggiatore Michael Brandt. 

Paul Sheperdson, è un agente della CIA in pensione con un caso rimasto in sospeso e per il quale è richiamato in servizio. Si tratta di un killer sovietico, nome in codice Cassius, che si sospetta essere l’autore dell’omicidio di un senatore. Tutto sembra portare allo stile di questo assassino, così il diretto superiore di Paul, ben sapendo che è il più preparato su Cassius, lo richiama in servizio e gli affianca un giovane agente FBI. I due studiano i casi e gli indizi, li confrontano col nuovo omicidio e le loro indagini sembrano portare a qualcosa. Qualcosa però a cui non sono preparati… 

Niente di nuovo sotto il sole. Dialoghi

ben curati e qualche buona scena d’azione per svegliare (letteralmente) lo spettatore di tanto in tanto non bastano a dare la sufficienza a un’ora e quaranta di scene di indagini e ritmi sostenuti. Un film che si discosta davvero di poco da una puntata di uno dei vari C.S.I. o N.C.I.S. o di qualsiasi altro anonimo acronimo vi venga in mente, con un Gere talmente sotto tono da far esaltare il suo coprotagonista o spalla che dir si voglia, Topher Grace (che si può ricordare per le comparsate fatte in “Ocean’s eleven” e “Ocean’s twelve”, o tutt’al più per il suo ruolo di Venom in “Spiderman 3” o “That ’70 show”). 

Lo si potrebbe ritenere guardabile, stando al complesso, ma secondo chi scrive una pellicola del genere poteva arrivare in Italia (se proprio doveva) direttamente per il mercato dell’home video, senza andare a ingombrare schermi che avrebbero potuto ospitare pellicole decisamente, DECISAMENTE, più meritevoli. Consigliato ai fanatici di thriller a buon mercato.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.