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The bay

The bay

Paese: U.S.A.

Genere: horror

Durata: 84 minuti

Regia: Barry Levinson

In uscita l’ultima fatica del premio Oscar Barry Levinson, prestigioso regista made in USA, padre di piccoli capolavori come “Sfera”, “Sleepers”, “L’uomo dell’anno” e “Rain man – l’uomo della pioggia”.

La pacifica comunità di Claridge, una piccola cittadina sulla costa, vive e prospera grazie alle attività legate al mare. Tutto sembra incrinarsi quando due ricercatori stranieri, dopo aver analizzato le acque, riscontrano dei livelli di tossicità allarmanti, dovuti agli escrementi di pollame derivanti dai numerosi allevamenti in zona.

Preoccupati per le possibili gravi conseguenze sanitarie, avvertono subito le autorità. Il sindaco però, che ci tiene a non diffondere il panico e soprattutto a non mettere a rischio la ricchezza della sua cittadina a causa dei vaneggiamenti di due sconosciuti, nicchia. Purtroppo le previsioni dei due ricercatori si riveleranno fin troppo ottimistiche e qualcosa di sconosciuto e pericoloso vedrà la luce nelle acque della baia di Claridge…

La scelta di Levinson è quella di puntare sullo stile del mockumentary, ovvero presentare un’opera di finzione come reale cronaca di eventi grazie al grande uso di riprese effettuate tramite telecamere a spalla, cellulari e telecamere di sicurezza. Nonostante questa scelta però (secondo chi scrive discutibilissima nel 90% dei casi), l’aria che si respira è quella del vecchio horror anni ’70, grazie ad alcune scelte registiche e di montaggio.

Tale sensazione è rafforzata dall’intenzione di insinuare nello spettatore quel concetto di crudo raccapriccio e di psicosi metropolitana tanto in voga nei grandi autori di quel periodo (uno su tutti, Romero). Anche il ritmo serrato e un ottimo trucco contribuiscono alla buona riuscita di un prodotto che senza tante pretese o squilli di tromba, riesce là dove altri titoli molto più strombazzati non sono neppure riusciti ad avvicinarsi. Consigliato ai nostalgici degli eco-horror.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.