Test Medicina, lamentele anche a Messina: “Poco tempo, troppe materie e disorganizzazione”

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Raffaele Costa, studente Medicina

MESSINA. Da Nord a Sud del Paese studenti e docenti bocciano la riforma per l’accesso alla facoltà di Medicina e anche Messina non fa eccezione. Il cosiddetto “semestre aperto” non convince. “Riforma ingiusta e confusionaria” l’ha definita lo studente Raffaele Costa, che aggiunge: “Una collega mi ha dichiarato che gli argomenti sono troppi per essere trattati e approfonditi in così poco tempo. Basti pensare che chimica organica e inorganica, che con questa riforma si trattano in 2 mesi e poco meno, avrebbero bisogno di 6 mesi. Un’altra si è lamentata del sovraccarico di studio, che mette sotto stress e che si svolge in maniera confusionaria e disorganizzata. Tutte cose che anche io tocco con mano ogni giorno”.

Sul tavolo c’è anche il problema degli studenti pendolari, costretti ad affittare una casa per evitare di fare avanti e indietro dalla provincia, ma senza la sicurezza di superare il primo esame e quindi di poter frequentare Medicina a Messina.

La riforma del test di ammissione è stata approvata nei mesi scorsi, con la pubblicazione, il 15 maggio scorso,  del Decreto Legislativo in Gazzetta Ufficiale, ed è entrata in vigore per l’anno accademico 2025-2026.

Le modifiche principali introdotte dalla riforma hanno previsto l’eliminazione del test di ammissione per l’accesso ai corsi di Medicina e Odontoiatria, l’introduzione di un “semestre filtro” aperto a tutti gli studenti, così da consentire un periodo di valutazione delle capacità degli studenti. La graduatoria per l’ammissione alla facoltà sarà determinata dai crediti acquisiti durante i primi mesi. Tra settembre e dicembre sono previsti corsi comuni ed esami uniformi e solo chi supera gli esami e ottiene i 18 CFU richiesti, può accedere alla graduatoria del secondo semestre.