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Test Medicina, caccia al posto sicuro

Piccoli medici crescono. Ma con buona pace di Ippocrate, l’obiettivo principale è la caccia al posto fisso. Secondo l’Eurostat, l’Ufficio europeo di statistica, con il suo 42,9% la Sicilia è tra le dieci regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile.

Una notizia che provoca non pochi timori ma che non ha frenato gli oltre 2 mila giovani che lunedì scorso hanno assediato fin dalle prime ore del mattino la sede dell’Ente Fiera per partecipare alla selezione per l’ammissione alla facoltà di Medicina.

“Considerando la disoccupazione, che oggi è sempre più presente, credo che Medicina e Chirurgia sia una delle poche garanzie rimaste. Il posto in ospedale è l’obiettivo un po’ di tutti -afferma una studentessa, sostenuta in questa sua dichiarazione dalle future colleghe.

In quest’era caratterizzata da una precarietà dilagante, la laurea a numero chiuso diventa uno sbocco obbligato per molti ragazzi alla ricerca di un posto sicuro.

Il boom di iscrizioni per l’anno accademico ormai vicino, 2.221 domande a fronte delle 2067 del 2010-2011, conferma la tendenza di molti giovani a concentrare le proprie energie in una istruzione che sia sempre più di qualità e che garantisca, terminati gli studi, di poter concretamente lavorare.

Non sono pochi gli studenti che ci provano per la seconda volta: “E’ il secondo anno che provo a superare i quiz – dichiara un ragazzo – ma nel frattempo ho frequentato Scienze Biologiche per non perdere tempo e ritrovarmi, dovessi entrare in Medicina, con qualche esame già convalidato”.

Tra i ragazzi, c’è chi fuma nervosamente per stemperare la tensione, chi scambia qualche parola con il vicino di coda, chi viene accompagnato dai genitori.

 “Quello che più mi spaventa sono le domande di cultura generale piuttosto che quelle scientifiche – dichiara una studentessa fuori sede sostenuta dall’amica che conferma la stessa insicurezza.

A preoccupare i futuri medici, dunque, non sono state le materie scientifiche, dalla fisica alla matematica, quanto le domande di cultura generale. Questo dà la misura di una generazione che probabilmente fa un po’ fatica a immergersi nell’attualità e ad esserne partecipe.

In molti, per affrontare i test, si affidano alla preparazione “fai da te”, come chiarisce un giovane diciottenne fresco di maturità: “Non ho

frequentato dei corsi specifici per prepararmi ai test -afferma- ma ho iniziato a studiare da solo appena ottenuto il diploma”.

La prova, è iniziata alle 11 e, rispetto all’anno scorso, ha presentato qualche novità.

Infatti, quest’anno, negli 80 quesiti a risposta multipla, basati su un testo unico prestabilito dal MIUR, si è favorita la presenza di domande di logica e comprensione a dispetto di quelle di carattere più nozionistico, per valutare le capacità di ragionamento dei candidati.

L’Università degli Studi di Messina, data la notevole affluenza di studenti impegnati nella prova, si è avvalsa della totale collaborazione della Questura per la custodia dei plichi con i test provenienti direttamente dal CINECA, l’istituto che su incarico del Ministero dell’Istruzione prepara le domande: 40 di cultura generale e logica, 18 di biologia , 11 di chimica e 11 di fisica e matematica.

 Nonostante le misure di sicurezza tra cui il divieto assoluto, pena l’esclusione, di utilizzare telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici, così com’è accaduto a       “La Sapienza” di Roma, dove due studenti sono stati espulsi dalla prova in quanto trovati in possesso del cellulare, anche a Messina sei ragazzi sono già fuori dal gioco, beccati a completare i test anche dopo la chiusura della prova  malgrado i 70 addetti preposti ai controlli di vigilanza.

A chiudere la partita i test di ammissione per le professioni sanitarie dell’8 settembre. Anche in questo caso oltre 3 mila hanno affollato la Fiera. Alla prova erano presenti non solo giovani studenti appena usciti dal liceo ma anche, e in grande numero, ragazzi già laureati che cercano una laurea più spendibile nel mondo del lavoro. “Ho già la laurea in economia turistica -racconta uno studente- ma sto provando lo stesso i quiz per poter averne un’altra che mi permetta di lavorare dato che le lauree scientifiche sono al momento le più richieste dal mercato”.

“Io già lavoro -afferma un altro- ma purtroppo è un impiego precario che non mi garantisce un fisso al mese. Sto tentando questa strada proprio perché le professioni dell’area scientifica sono quelle in cui maggiormente si riesce a trovare un posto”.

Il clima è dunque questo. Ancora una volta. Tanti giovani alla ricerca di uno stipendio fisso, poco importa quanto siano complicate le strade per arrivarci.

Anche il quiz per le professioni sanitarie ha visto l’esclusione dalla prova  di un ragazzo, che dopo essere stato richiamato più volte perché sorpreso a parlare con i colleghi, è stato espulso.