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Terroristi dell’Isis tra i migranti: aperta un’indagine dalla Procura di Palermo

Profughi-migrantiInfiltrati dell’Isis tra i migranti arrivati in Sicilia. La Procura della Repubblica di Palermo ha aperto un’inchiesta. Nei mesi scorsi il ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva parlato pubblicamente del rischio di infiltrazioni terroristiche tramite la Sicilia.
Nel 2014 sono sbarcati nell’Isola non meno di 197 mila migranti. Un numero altissimo di persone, che secondo gli inquirenti moltiplica il pericolo. Al punto che, grazie alle informazioni raccolte, la Procura ha deciso di affidare l’inchiesta al pool antiterrorismo. 
Contestualmente, è stato costituito un altro gruppo di lavoro, che indaga sulla tratta degli immigrati e che ha creato un protocollo d’indagine per individuare le organizzazioni che la gestiscono.
Prende la palla al balzo il presidente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia, che dichiara: “Adesso diranno che sono dei visionari anche i magistrati di Palermo proprio come fecero con noi quando alcuni mesi fa denunciammo il rischio di infiltrazioni malavitose o terroristiche tra i migranti. Auguro ai magistrati palermitani di poter fare un lavoro minuzioso nell’interesse di tutti i cittadini”. Zaia chiede anche l’ampliamento dell’inchiesta.
Rincara la dose Gabriella Giammanco, parlamentare di Forza Italia: “Le indagini della Procura palermitana su possibili infiltrazioni di terroristi dell’Isis tra i clandestini arrivati in Sicilia preoccupano e confermano il disastro delle politiche sull’immigrazione del Governo. Cosa farà adesso Renzi? Probabilmente nulla: è troppo impegnato a depenalizzare reati, a svuotare le carceri e a trasformare l’Italia nel Paese degli impuniti per occuparsi della sicurezza dei cittadini”.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.