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#TermeVigliatore. Surroga Salamone, il PD contro Cipriano

Bartolo Cipriano
Bartolo Cipriano

Dopo le accuse di ieri del sindaco Bartolo Cipriano in merito alla mancata surroga di Francesco Carmelo Salamone, arrestato di recente per droga ed eletto nella lista del primo cittadino, arriva la reazione del gruppo consiliare del PD. “Il sindaco e la sua amministrazione hanno prevaricato i confini delle legittime aspettative e i ruoli di appartenenza esclusivi della presidenza del consiglio e dei suoi organi consiliari -si legge in una nota firmata da Antonino Cipriano, Carmelo Costantino,  Eleonora Ferrara, Katiuscia Napoli e Tania Papa. Fiduciosi nelle istituzioni e negli uomini che le rappresentano, ribadiamo al presidente del Consiglio comunale e al segretario comunale la nostra serenità a votare atti legittimi nel rispetto

delle leggi. Nel caso del consigliere arrestato, ribadiamo che non si tratta di surroga ma di sostituzione temporanea, come dettato dalle recenti norme e come fatto anche dal Comune di Messina.

Soffermandoci sull’aspetto politico, confermiamo che il nostro gruppo consiliare non riconosce l’appartenenza al Partito Democratico del sindaco dimissionario e della sua Giunta, due componenti della quale  sono stati indicati dal consigliere Salamone. Il sindaco non rinneghi né dimentichi il suo presente, il suo vissuto e i propri compagni di viaggio. Il Partito Democratico è rappresentato in Consiglio comunale solo ed esclusivamente dal nostro gruppo consiliare”. I consiglieri Cipriano, Costantino, Ferrara, Napoli e Papa concludono a nota dichiarando di sperare che con l’insediamento del commissario ad acta, che dovrà sostituire l’Aula per procedere con la sostituzione del consigliere Salamone, si possa chiarire definitivamente la vicenda.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.