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Tende al PalaNebiolo, domani nuovo incontro in Prefettura

Sullo sfondo le prime tende montate stamane al PalaNebiolo

Una dopo l’altra si montano le tende nel campo del PalaNebiolo. Durante il confronto di ieri pomeriggio tra il vice prefetto Antonietta Cerniglia e il sindaco Renato Accorinti, l’ipotesi di trasferire i 182 migranti nel villaggio turistico Le Dune è tornata in auge.

Stando a quanto riportato dagli ambienti vicini al primo cittadino, parrebbe infatti che la struttura possa essere utilizzata perché, nonostante sia sottoposta a sequestro giudiziario e prossima alla demolizione, visto che il giudizio in cui è coinvolta la proprietà del resort ha ancora tempi molto lunghi, le obiezioni della Prefettura potrebbero venire meno.

La notizia è stata portata ieri al PalaNebiolo dallo stesso Accorinti. Poi, stamattina, l’allarme tra chi ha sempre bocciato l’ipotesi di una tendopoli, Circolo Arci in testa, quando i Vigili del Fuoco hanno iniziato l’allestimento.

In realtà, è evidente che un semplice confronto come quello tra il vice prefetto Cerniglia e il sindaco Accorinti non può certo essere sufficiente per interrompere un’operazione già programmata da tempo dal ministero dell’Interno, unica autorità che può decidere di fare marcia indietro. Tra l’altro, sul possibile uso del villaggio Le Dune non c’è alcuna certezza e intanto, nel caso in cui arrivi una nuova ondata di profughi, non è pensabile farsi trovare impreparati.

Il PalaNebiolo, struttura messa a disposizione dall’Università di Messina (l’unica istituzione a dare una risposta all’appello del prefetto Stefano Trotta, visto che tutti i sindaci della provincia, nessuno escluso, non hanno messo a disposizione degli immigrati neanche due brandine che fossero due, facendo sfoggio solo di belle parole di solidarietà e solo ieri sera dal Comune di Messina

è arrivata la disponibilità del villaggio Le Dune) è sul punto di scoppiare, perché in una struttura che può ospitare meno di 100 persone a condividere lo spazio ce ne sono quasi 200.

Le foto sono di Tonino Cafeo

In ogni caso, alla fine della lunga giornata di ieri, Accorinti ha comunicato la decisione di chiudere “per un giustificato allarme igienico-sanitario sulle sue condizioni” il Palanebiolo e di portare domani mattina alle 10 al Consiglio Territoriale dell’Immigrazione, che si riunirà in Prefettura, la proposta di trasferire i profughi al resort Le Dune, a Mortelle.

E sempre domani, i richiedenti asilo e gli attivisti si sono dati appuntamento davanti al Palazzo del Governo per attendere insieme l’esito dell’incontro.

A dare l’allarme sul montaggio delle tende ieri mattina è stato il veloce passaparola tra gli attivisti e i volontari: “Al PalaNebiolo sono in arrivo i TIR con le tende”. Ma il tam tam telefonico ha avuto un risultato già prima di mezzogiorno, quando una cinquantina di militanti dell’Arci, del Teatro Pinelli Occupato e di Cambiamo Messina dal Basso, con i consiglieri del movimento della Quinta Circoscrizione e semplici cittadini si sono uniti alla protesta dei richiedenti asilo. “Nessuno rientri al Palanebiolo fino a quando non sarà trovata una soluzione alternativa e dignitosa per l’accoglienza” era la parola d’ordine.

Accorinti, subito avvisato, si è attaccato nel frattempo al telefono e insieme agli assessori alla Protezione Civile e alle Politiche sociali Filippo Cucinotta e Nino Mantineo ha contattato il ministro della Pubblica Amministrazione Gianpiero d’Alia e quello dell’Integrazione Cècile Kyenge per raggiungere il ministro dell’Interno Angelino Alfano ed esigere un netto cambio di rotta rispetto alle direttive date alla Prefettura di Messina in materia di accoglienza dei richiedenti asilo.