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Tempo d’esami, corsa a ostacoli degli studenti

La sede del Rettorato
Periodo di esami all’università. Gli studenti si trovano ad affrontare un appello dietro l’altro senza sosta, con l’ansia ed timore di non superare i test e di rimanere indietro. I bei tempi della scuola superiore, quando tutto sembrava permesso e le promozioni erano garantite nella stragrande maggioranza dei casi sono finiti. I lupi sono diventati agnelli, mentre le vittime dell’indifferenza dei genitori e della strafottenza degli alunni adesso hanno in mano il bastone del comando. Niente più docenti rassegnati con stipendi da metalmeccanici, ma omologhi con sostanziosi conti in banca che hanno il potere di bloccarti per mesi o anni. Accanto a loro ovviamente, professori preparati e interessati che fanno appassionare alle loro materie, ma dal piccolo test che abbiamo condotto, questi ultimi non sembrano essere la maggioranza.

E così, ai disagi creati dalle segreterie, dalle carenze strutturali, dalle biblioteche poco fornite o poco accessibili nella maggior parte di casi, si aggiungono anche quelli che dipendono dall’atteggiamento di molti docenti.

Molti e non tutti sia chiaro, ma sufficienti a creare un clima, salvo le dovute eccezioni, che in diverse facoltà è da guerriglia urbana. Analizzare i comportamenti di tutti i docenti è ovviamente impossibile. Abbiamo fatto delle „incursioni“ a macchia di leopardo. La maggior parte degli studenti ha risposto senza esitare. Uniche eccezioni Medicina, dove non parlano neanche sotto tortura (avere una testimonianza alcune settimane fa sullo svolgimento dell’esame di Anatomia 1 è stata una vera impresa) e Giurisprudenza, dove gli studenti non segnalano problemi particolari con i docenti. I vecchi leoni che 20-30 anni fa facevano dare lo stesso esame anche 8-9 volte (ma facevano a gara tra loro?) evidentemente sono in pensione e forse quelli attuali hanno capito che la bocciatura è un fallimento anche per chi insegna. Solo tre gli studenti disposti a dire il proprio nome, tutti gli altri hanno chiesto l’anonimato per timore di ritorsioni.

La facoltà di Veterinaria
Ma andiamo con ordine. Lamentele ci giungono da Veterinaria, da chi come Angela Pollicino è al primo anno e ci racconta che i due esami iniziali che avrebbe dovuto sostenere il mese scorso sono stati rimandati „non si sa se per qualche ragione precisa o per assenteismo ingiustificato dei professori. Inoltre, i problemi subentrano per le lezioni che saltano, anche di mesi, per materie pesanti come chimica che era da seguire a dicembre secondo il programma, mentre ci si ritrova a farla adesso, e di corsa, nei pomeriggi liberi.“

Anche Giovanni Rizzoti, primo anno di Scienze Informatiche, nota amareggiato come il suo corso di laurea non „sia tanto soddisfacente, a partire dai test per l’ammissione. Anche perché da diversi anni è stato annullato il numero chiuso visto che le iscrizioni sono inferiori al tetto fissato. Abbiamo iniziato in ritardo rispetto al resto delle facoltà e per di più alcuni corsi sono partiti a gennaio. Il primo esame lo potremo dare solo il 14 febbraio, gli altri ancora non si sa: nonostante siano materie semestrali ancora non abbiamo potuto finire il programma. E poi c’è troppo freddo, la struttura è penosa, ci sono pure le colombe all’interno! I professori corrono e finiscono con il fare, a detta loro, “il programma di una settimana in un giorno”“.

Federica Polizzi, Ingegneria condivide tutto e aggiunge: „C’è una pessima organizzazione degli esami e ci sono pochi appelli per i ragazzi in corso. Gli avvisi arrivano all’ultimo minuto ed i professori si assentano o ritardano alle lezioni senza dire nulla. Inoltre c’è poca comunicazione e collaborazione tra i rappresentanti di facoltà e gli studenti“.

L'esterno della facoltà di Lettere
A
Lettere stessa musica: professori che regolarmente ritardano a lezione, si assentano dimenticandosi orari e giorni lasciando gli studenti ad aspettare inutilmente anche durante gli esami, dove il ritardo è ormai prassi. A Scienze della Formazione non va meglio. Professori che avendo più di 100 esaminandi in aula, con lista alla mano invece di dividere in più gruppi i ragazzi, decidono di protrarre l’esame fino alle 8 di sera, penalizzando chi viene da fuori, visto che Messina è una delle città peggio collegate d’Europa.

C’è anche chi obbliga gli studenti a sostenere scritto e orale nello stesso giorno. Fin qui nulla di strano, ma a chiedere si scopre che gli scritti si fanno presso la sede distaccata del San Luigi e gli orali in facoltà, ma solo dopo che per ore i ragazzi hanno ciondolato in giro mentre aspettavano di conoscere l’esito dello scritto e senza sapere quando e se avrebbero mai sostenuto l’orale.

La facoltà di Scienze della Formazione
Ci sono docenti che escono dall’aula senza avvisare, che non esitano a rispondere al cellulare pur avendo lo studente sotto esami davanti o che non si pongono il problema di urlargli in faccia, mettendolo a disagio ed in ridicolo di fronte a tutti. Di contro, alcuni professori si ritrovano a dover fare lezione senza poter mai cambiare orari e giorni per carenza di aule: più di 150 ragazzi obbligati a seguire una lezione in aule che ne contengono meno di 40-50 chi in piedi, chi seduto a terra.

Si naviga in cattive acque a Biologia Marina dove i ragazzi denunciano professori poco preparati e poco corretti in sede d’esame, che bocciano alla prima esitazione invece di rimandare, costringendo a far trascorrere un’intera sessione prima di potersi presentare di nuovo. Ci sono docenti che non lasciano spazio a dubbi e perplessità sulla loro materia: da quanto raccontano gli studenti tutto dev’essere chiaro alle prime spiegazioni, altrimenti non è difficile imbattersi in scene di ragazzi in lacrime dopo le lezioni a causa delle umiliazioni subite.

A quanto pare un’unica materia fa strage nell’intera facoltà di Biologia: si rallentano i tempi di laurea di molti studenti, che inevitabilmente continuano a pagare le salate tasse da fuori corso. C’è anche chi si dimentica il materiale necessario per lavorare e non utilizza libri ma solo dispense che, a quanto dichiarano gli studenti, sono il frutto di „copia-incolla“ ricavati da siti internet di docenti di facoltà del Nord e chi ritarda, si assenta e sposta date d’esami non avvisando mai e mettendo a disagio non solo gli studenti messinesi ma anche chi viene dalla provincia o dalla Calabria.

Ovviamente presentiamo questo lungo elenco di lamentele, che per forza di cose è parziale, al Rettore

Il rettore Franco Tomasello
Franco Tomasello, al quale poniamo anche il problema dell’inserimento da parte di alcuni professori dei propri libri nell’elenco dei testi per gli esami. „Tutto ciò mi irrita e mi indispettisce -commenta. Ogni anno passiamo agli studenti una scheda per la valutazione anonima dei docenti e non è emerso nulla di tutto questo. Dobbiamo immaginare che i ragazzi siano stati intimiditi al punto che non hanno risposto sinceramente alle nostre schede? Non lo so, ma è un fenomeno che voglio assolutamente chiarire. Anche per quanto riguarda i libri dei miei colleghi, quando ci è stato segnalato l’obbligo di acquistarli siamo intervenuti con commissioni d’inchiesta e abbiamo anche presentato delle denunce in Procura. Devo però dire che in alcuni casi le denunce dei ragazzi si sono rivelate dei flop. Purtroppo il sistema di controllo è molto complesso e stiamo affinando i criteri. Alcuni mesi fa il Senato Accademico ha deciso di costituire un Osservatorio per la didattica e questo organismo partirà a breve“.