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Telefoni chiusi in Comune, per i bandi dei Servizi sociali è tutto rimandato. E la FP Cgil risponde con un’altra protesta

La protesta dei lavoratori dei Servizi sociali di questa mattina davanti alla Prefettura (Foto Dino Sturiale)

Questa mattina il commissario straordinario del Comune di Messina Luigi Croce ha chiesto al Dipartimento dei Servizi sociali di fornire entro stasera i bandi di gara.

Dopo una giornata di proteste (prima davanti a Palazzo Satellite, poi sotto il balcone del prefetto Stefano Trotta ed infine a Palazzo Zanca) alla fine si sono dovuti arrendere.

Almeno per oggi. Sono passate le 9 di sera ed i telefoni di chi avrebbe dovuto fornire notizie sono chiusi.

“Se ne riparla domani mattina con un altro sit-in davanti al Comune-commenta il segretario della FP Cgil di Messina Clara Crocè. Ci avevano promesso risposte entro questa sera e ancora una volta non sono stati rispettati gli impegni assunti. Intanto vorremmo sapere che fine hanno fatto i nostri esposti presentati  in Procura”.

Stamane la giornata è iniziata con un sit- in davanti ai Dipartimento ai servizi sociali, dove poi il dirigente Salvatore De Francesco ha ricevuto la FP Cgil  e una delegazione di lavoratori delle cooperative.

De Francesco li ha informati che avrebbe ripresentato la richiesta di proroga  dei servizi accompagnata da una relazione con la quale gli uffici del Dipartimento si impegnavano a presentare i bandi di gara entro mercoledì prossimo, impegnandosi anche non tagliare né i servizi né i posti di lavoro.

La seconda tappa della giornata è stata in Prefettura. “Qui -racconta la Crocè- su richiesta della FP Cgil si è tenuto l’incontro su Casa Serena presieduto dal Capo di Gabinetto Filippo Romano e dal vice Prefetto Matilde Mulè. Prima di affrontare il nodo di Casa Serena, abbiamo richiesto l’intervento del Prefetto Trotta perché è intollerabile la sospensione dei servizi alle fasce più deboli, tanto più se arriva come un fulmine a ciel sereno.

A Romano e alla Mulè abbiamo ricordato che giovedì scorso, durante l’incontro convocato per il pagamento diretto degli stipendi ai lavoratori ci erano state fornite ampie assicurazioni sulla proroga dei servizi e sulla predisposizione dei bandi. Invece siamo ancora in alto mare. A farne le spese i disabili, i ragazzi e gli anziani che in queste ore sono rimasti senza assistenza.

Quando dobbiamo proclamare scioperi o iniziative il sindacato attiva tutte le procedure e le regole previste dalla normativa e i lavoratori non hanno mai interrotto i servizi, neanche nei periodi più bui. Può una pubblica amministrazione interrompere i servizi da un giorno a l’altro senza subirne le conseguenze? Il dottor Romano ci ha comunicato che il commissario Croce ha dato ampie assicurazioni che i servizi saranno ripresi il prossimo mercoledì. Vedremo”

Ultima tappa di quella che il segretario generale della FP Cgil definisce la via crucis dei lavoratori dei Servizi sociali, il Comune di Messina. I rappresentanti delle cooperative Nuove Solidarietà, Nuova Presenza, Azione Sociale, CAS, Lilium e  FARO 85  accompagnati da Clara Crocè sono stati ricevuti dal Capo di Gabinetto Loredana Sciglio e dalla Sgrò. Che dopo avere riferito di quanto Croce fosse rammaricato per gli ultimi avvenimenti, hanno spiegato che il commissario straordinario ha imposto al Dipartimento dei Servizi sociali di presentare entro stasera i bandi di gara. Bandi che  nonostante le ripetute richieste non sono mai arrivati a Palazzo Zanca.  Secondo quanto riferito  dalla Sgrò, Croce darà il via alla proroga quando sarà adottata la determina per la pubblicazione dei bandi.

“Dobbiamo avere garanzie rispetto alla prosecuzione di tutti i servizi,  al mantenimento degli attuali livelli occupazionali  e della verifica della capacità economia delle imprese che parteciperanno alle gare -spiega Clara Crocè. Il sistema dei Servizi sociali a Messina è  malato. Ormai è saltato e rischia di trascinare anche quelle cooperative che comunque hanno assicurato gli stipendi e un discreto servizi agli utenti. Non vorremmo trovarci con cooperative che cambiano denominazione, ma che nascondono alcuni personaggi che hanno violato i diritti dei lavoratori e degli utenti. E’ necessario individuare modelli alternativi -conclude Crocè- che possano consentire risparmi, sicurezza occupazionale dei lavoratori e migliori servizi all’utenza.