Teatro Vittorio Emanuele, tutti pazzi per Gualazzi che affascina e travolge il pubblico

RaphaelGualazzi siciliansMESSINA. Molto più di un concerto. L’esibizione di ieri sera di Raphael Gualazzi al Teatro Vittorio Emanuele è stata magia pura.

Un vortice musicale che rapisce e travolge con una tecnica impeccabile come ormai è raro sentire. Che ti inchioda alla poltrona e contemporaneamente ti fa venire voglia di alzarti in piedi e ballare senza fermarti.

Accompagnato dall’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele diretta da Stefano Nanni, da Danilo Rossi (viola solista) e dagli storici componenti la sua band Anders Ulrich (contrabbasso) e Gianluca Nanni (batteria), Gualazzi ha cantato e suonato per quasi due ore, passando dai suoi pezzi più famosi come “Vai Via” e”Follia d’amore”, ai brani scritti per Pupi Avanti o al celeberrimo “Dos gardenias” e persino arrangiando in chiave jazz arie di Verdi, sua passione da sempre. Bellissima e struggente anche “Malinconia d’averti”, scritta con il cantautore messinese Tony Canto, anche lui presente in sala.

Sonorità, quelle di Gualazzi, che riportano indietro nel tempo. Un misto di ragtime, soul, blues e jazz e se chiudi gli occhi ti ritrovi in un club della Harlem degli anni Venti.

Teatro pieno, finalmente, e pubblico letteralmente in delirio dopo ogni brano. Garbato e timido come solo un gigante, anche fisicamente, può essere, l’artista marchigiano non si è perso in sermoni e commenti che alla lunga stancano e diventano stucchevoli. Ha ringraziato chi era con lui sul palco, ha fornito qualche rapidissima spiegazione e poi solo musica, voce ed emozioni indimenticabili di altissimo livello. Come è giusto che sia.

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.