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Teatro, in scena al Vittorio Emanuele di Messina “Il penitente” con Lunetta Savino e Luca Barbareschi

MESSINA. Uno psichiatra affronta una crisi professionale e morale quando rifiuta di testimoniare in tribunale a favore di un paziente accusato di avere compiuto una strage. Il penitente, in scena al Teatro Vittorio Emanuele da oggi fino a domenica, è l’ultimo testo composto nel 2016 per il teatro dal drammaturgo statunitense David Mamet, Premio Pulitzer per Glengarry Glen Ross, e descrive l’inquietante panorama di una società così alterata nei propri equilibri che l’integrità del singolo, anziché guidare le sue fulgide azioni costituendo motivo di orgoglio, diviene l’aberrazione che devasta la sua vita e quella di chi gli vive accanto. Coinvolto da un sospetto di omofobia, il protagonista (Luca Barbareschi) subisce una vera gogna mediatica e giudiziaria ed è sbattuto in prima pagina spostando sulla sua persona la momentanea riprovazione di un pubblico volubile, alla ricerca costante di un nuovo colpevole sul quale fare ricadere la giustizia sommaria della collettività.

L’influenza della stampa, la strumentalizzazione della legge, l’inutilità della psichiatria, sono questi i temi di una pièce che si svolge tra l’ambiente di lavoro e il privato del protagonista. La demolizione sociale di un individuo influisce inevitabilmente sul suo rapporto matrimoniale. Un dramma descritto in otto scene, otto atti di confronto tra marito e moglie, interpretata da Lunetta Savino, con la pubblica accusa e con il proprio avvocato. Fino al colpo di scena finale.

“Ho scelto questo lavoro di Mamet – spiega Luca Barbareschi, che è anche il regista dello spettacolo – perché è una lucida analisi del rapporto alterato tra comunicazione, spiritualità e giustizia nella società contemporanea. Il penitente è la vittima dell’inquisizione operata dai media. È ciò che accade all’individuo quando è attaccato dalla società nella quale vive e opera, quando la giustizia crea discriminazione per avvalorare una tesi utilizzando a questo fine l’appartenenza religiosa.

A cosa può servire – conclude il regista – rivendicare la ragione se, come dice Mamet, ciò significa isolarsi, uscire dal coro ed essere puniti per questo? In una storia, chi sfida la menzogna e difende la verità è in genere l’eroe della vicenda, è l’uomo buono. Ma qui uomo buono è definizione ironica, sarcastica. La società reclama il sacrificio di ogni integrità. Tutto è sottosopra sembra dire Mamet, e l’assenza di etica governa un mondo capovolto”.

Continuano gli appuntamenti con i protagonisti degli spettacoli in scena al Teatro Vittorio Emanuele. In programma, sabato 23 febbraio alle 18 nella Sala Sinopoli l’incontro con Lunetta Savino e Luca Barbareschi e gli altri attori della compagnia dello spettacolo “Il Penitente”, prodotto da Teatro Eliseo – Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia.

All’incontro, moderato dalla giornalista Elisabetta Reale, oltre a Lunetta Savino, Luca Barbareschi e agli altri attori della compagnia saranno presenti il soprintendente dell’Ente Gianfranco Scoglio e il direttrice artistico della sezione Prosa Simona Celi Zanetti. L’iniziativa oltre che agli spettatori è diretta ai docenti ed egli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado.