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Teatro al Centro Camelot, va in scena la vita

Una rappresentazione teatrale per raccontare se stessi. Succede al centro diurno Camelot, presso la cittadella sanitaria “L. Mandalari”, dove gli utenti hanno messo in scena “La città degli angeli” per la regia di Elisa Tedesco e Daniele Retto, cimentandosi nella lettura di testi di canzoni di Simone Cristicchi e Cesare Cremonini, citazioni celebri, pezzi rap e poesie scritte dagli stessi interpreti.

Quest’appuntamento natalizio, realizzato grazie al sostegno del Rotaract e l’impegno dei collaboratori del centro e dei volontari del servizio civile, è stato organizzato con gli utenti stessi. Come ci hanno spiegato il musicoterapeuta Daniele Retto ed Elisa Tedesco, sono stati loro a scegliere personalmente cosa mettere in scena in base alle loro passioni, citazioni e canzoni in grado di evocare emozioni particolari.

La prima peculiarità di Camelot si intuisce facilmente: qui non ci sono pazienti ma utenti. Il centro nasce nel 1997, dopo la chiusura dell’ospedale psichiatrico Mandalari. Come ci ha spiegato il direttore, il dottor Matteo Allone, la filosofia adottata è il contrario di quella del classico ospedale, ciò che lui definisce lo “spirito dell’apertura”: al Camelot tutti gli spazi sono aperti. Così la struttura del

centro, i colori, l’arredamento e il nome stesso rispondono alla volontà di creare un ambiente in cui tutti possono confrontarsi.

E allora non solo teatro al Camelot, ma anche pittura, ceramica e attività varie che permettono di sviluppare le capacità artistiche degli utenti, in linea con la vision jungiana adottata dal centro che così diventa un luogo di riscoperta della proprie capacità. La messa in scena“La città degli angeli” è solo una delle tante attività che si realizzano. Qui c’è sempre qualcosa da fare, per riempire il tempo di chi frequenta il centro e permettergli di esprimersi e “maneggiare” i loro contenuti più profondi,  che poi sono elaborati.

L’importanza di giornate come questa non è solo la massa in scena ma la fase di preparazione. “Quello che importa -spiega il dottor Allone- è come si arriva a quello che si è fatto con questo spettacolo. Il gruppo fa parte di un progetto, ognuno ha curato ciò che voleva fare abituandosi a responsabilizzarsi e ad impegnarsi”.

Oltre alla musicoterapia, da qualche anno il centro ha iniziato a lavorare anche sulla cinematerapia, uno dei primissimi casi in Italia, con una programmazione aperta ad un target ampio. Camelot è un posto aperto, non solo una struttura per utenti con patologie gravi, ma un luogo in cui si incontrano persone che diventano risorse.

Valentina Guerrera

Siciliana trapiantata a Roma da un po’ di anni. Si occupa di comunicazione, in particolare ufficio stampa e digital pr, in ambito istituzionale e politico. La passione per la sua terra e per il buon cibo l'ha portata a creare, in società, "Agromobile - La mappa del gusto", un portale per scoprire la Sicilia attraverso le sue eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche. Divoratrice di libri, instancabile praticante di yoga e viaggiatrice quanto più possibile. Per Sicilians segue da Roma i politici locali.