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Rifiuti, i Radicali chiedono il ritiro delle deleghe agli assessori

La protesta contro la Tares davanti Palazzo Zanca (Foto Dino Sturiale)

I Radicali di Messina non  intendono utilizzare questa paradossale  vicenda dei  tributi  per  lanciare messaggi  a qualcuno o per qualcosa. Siamo lontani dai rituali di certa partitocrazia sui sostegni a” o i “distinguo per”.

La situazione della città ci sembra così allarmante che riteniamo scandaloso ogni tatticismo. A cominciare da quello dei partiti che hanno ridotto in questo stato il Comune e, con esso,il futuro dei suoi cittadini.

E’ per questo che non riteniamo tollerabile la superficialità con la quale l’assessore Guido Signorino affronta questioni economiche e finanziarie fondamentali per il domani prossimo, esponendo oltretutto il sindaco di Messina alla più che giustificata contestazione della pubblica opinione.

In particolare si dovrebbe spiegare pubblicamente a quali risultati abbiano portato le promesse (sbandierate con grande evidenza) del luglio scorso, quando il presidente Crocetta, durante la Festa della Cgil, abbracciava il sindaco promettendo il “ripianamento dei debiti del Comune”.

Quale patto c’è stato dietro quella promessa? In cambio di cosa? Fatto è che dopo pochi mesi, per tamponare il “buco” è stato deciso di taglieggiare i cittadini e oggi, con l’ennesimo pateracchio si lascia intendere che le fasce più deboli non pagheranno quel tributo. Ma a Palazzo Zanca sanno quanti sono numericamente gli appartenenti alle fasce deboli che potranno richiedere tale esenzione? Non avrebbero intanto potuto rivedere tutti gli errori macroscopici dell’Ufficio Tributi? Insomma, si risponde agli errori con altri errori, aggravando la situazione.

Perché non è stato tenuto in conto che la Regione nel febbraio scorso aveva posticipato al 2017 l’adeguamento agli standard UE? E perché nella vicenda del conferimento in discarica non si è tenuto conto della direttiva dell’assessore regionale Marino, che impediva ai gestori delle stesse di chiudere i siti quando si vantavano crediti dai Comuni preferendo invece l’aumento dei costi verso la sponda catanese? Come non prendere atto, inoltre, che per mettere a regime la raccolta differenziata a Messina sarebbero necessari almeno due anni e che quindi il cardine delle detrazioni sul quale è stata costruita la delibera (e i reiterati annunci ) veniva meno?

L’invito è perciò alle scelte coraggiose. Ammettere gli errori. Rivedere drasticamente l’impostazione della delibera. Ritirare le deleghe assessoriali per manifesta inadeguatezza.