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Tariffe TARES da infarto, la Cgil: “Un vero salasso per le famiglie”

Lillo Oceano, segretario generale Cgil Messina

Si va dai 251 euro per chi vive da solo agli oltre 544 per una famiglia composta da più di 5 persone. Sono le tariffe determinate dalla Giunta Accorinti per chi abita in un appartamento di 80 metri quadri.

Somme altissime (a Messina la disoccupazione supera abbondantemente il 30%) che non tengono conto, come succede in altre città d’Italia, del reddito.

La prima rata, pari al 33% della somma totale dovuta per la TARES, deve essere pagata il 16 dicembre. Visti i tempi, c’è da chiedersi quanti potranno permetterselo.

Durissimo l’affondo del segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano, che definisce la nuova tassa su rifiuti e servizi “una stangata che colpisce i soliti onesti invece di far pagare gli evasori”.

Da sempre infatti, la nota dolente di Palazzo Zanca è l’assoluta e conclamata incapacità di far pagare quanto dovuto. Non solo agli evasori di professione, ma anche a chi vorrebbe pagare ma non riesce a trovare due uffici che diano le stesse indicazioni. Alla fine si lascia perdere e si aspetta rassegnati la notifica della Serit.

“Dalle notizie che apprendiamo dalla stampa -commenta Oceano- visto che la Giunta non ha ritenuto di avviare un confronto con le organizzazioni sindacali nonostante reiterate richieste, l’applicazione del tributo, così come proposto dalla Giunta Accorinti e approvato dal Consiglio Comunale, costituirà un vero e proprio salasso per le famiglie messinesi.

La Cgil ritiene sbagliati sia il percorso decisionale, perché privo di qualsiasi confronto con il sindacato, sia le conclusioni cui è giunta l’Amministrazione, perché gravano pesantemente sulle famiglie di lavoratori e pensionati già vessati dalla crisi economica.

Bisogna premettere che l’introduzione della TARES (tributo che durerà un solo anno, viste le modifiche già annunciate a livello nazionale) non era obbligatoria. Il Comune infatti avrebbe potuto decidere

di rinviarne l’applicazione”.

E’ evidente che così come è stata concepita la TARES serve subito a fare cassa, perseguendo quindi il medesimo principio di chi ha preceduto la Giunta Accorinti, che da questo punto di vista sembra totalmente in linea con gli esecutivi precedenti, commissario Croce compreso.

“Non si effettuano interventi su sprechi e sperperi e si aumentano tributi e tariffe -dichiara ancora il segretario generale della Cgil di Messina. Ma la cosa ancora più grave è che tariffe e tributi si aumentano a chi già paga, non facendo nulla per recuperare l’imponente evasione.

Paradossalmente, si raddoppiano o triplicano i tributi ai cittadini onesti, non si fa alcunché per far pagare gli evasori, non si prevedono riduzioni per le famiglie bisognose o in difficoltà, non si tiene conto della crisi, degli ammortizzatori sociali e dei licenziamenti, della perdita di reddito  e della disoccupazione che colpisce migliaia di famiglie messinesi che non saranno in grado di sopportare questo ulteriore aggravio fiscale.

Il tutto per aumentare le entrate comunali. Mentre la qualità complessiva dei servizi pubblici continua ad essere scadente, i più deboli continuano ad essere lasciati soli, i lavoratori continuano a prendere lo stipendio con mesi di ritardo, quando lo prendono. Viene da chiedersi in quale voragine finiscano tutti questi soldi e per cosa saranno utilizzati.

Certo siamo consapevoli delle difficoltà che ci sono, del disastro che è stato prodotto in passato. Nessuno si aspetta miracoli e neppure tutti i cambiamenti che sono stati promessi. Ma ci saremmo aspettati di vedere qualche segno concreto di discontinuità positiva per le condizioni materiali di lavoratori, disoccupati e pensionati. Così si scaricano addosso alla parte più debole le inefficienze e gli sprechi della burocrazia.

Chiediamo -conclude Oceano- che si modifichino le tariffe, che si tenga conto delle situazioni di difficoltà nella quale versano molti nuclei familiari, che inizi immediatamente una vera lotta all’evasione, che si taglino concretamente gli sprechi, che la gestione del bilancio dell’Ente non sia un mero esercizio ragionieristico ma che serva a garantire diritti e ridurre ingiustizie e diseguaglianze”.