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Taormina, si appropriavano delle somme versate dagli utenti morosi: arrestato avvocato, divieto di dimora per ex dirigente comunale

MESSINA. I finanzieri del Comando Provinciale hanno arrestato un avvocato, F. L. del ’59, e notificato un divieto di dimora nel Comune di Taormina a un ex dirigente comunale ora in pensione, G. C. del ’52, ritenuti responsabili dei reati di peculato e corruzione. I due si sarebbero appropriati delle somme relative al servizio idrico versate dagli utenti morosi. L’operazione scaturisce da una complessa attività d’indagine eseguita dai militari della Compagnia di Taormina e coordinata dal Gruppo delle Fiamme Gialle di Messina, che ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Messina.

Nell’ambito della stessa operazione sono stati sequestrati anche beni immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 800.000 euro. Le indagini hanno consentito di accertare che l’avvocato, nella sua qualità di incaricato dall’Amministrazione Comunale alla riscossione delle somme dovute per la fornitura dell’acqua nei confronti degli utenti morosi, insieme al responsabile dell’Area Servizi Generali e dell’Ufficio Riscossione del Servizio Acquedotto del Comune di Taormina, avrebbero omesso di versare nelle casse comunali gli importi riscossi per il pagamento delle utenze idriche, appropriandosi negli anni di un importo vicino al milione di euro.

L’attività investigativa trae origine dall’analisi di dati ed elementi acquisiti dalle Fiamme Gialle taorminesi nell’ambito di una verifica fiscale nei confronti del professionista e ha evidenziato come l’ex dirigente comunale, in cambio di denaro e di altre utilità, del valore di 26.000 euro, individuate attraverso accertamenti patrimoniali, si fosse totalmente sottomesso all’avvocato. In sede di perquisizione, peraltro,  nell’abitazione di G. C. sarebbe stato rinvenuto e sequestrato un pizzino, rappresentativo della giustificazione concordata tra i due per creare una giustificazione (ovviamente solo apparente) alla tangente ricevuta.

Nello specifico il legale, grazie alla complicità del dirigente dell’ufficio idrico, che ometteva l’attività di controllo giungendo anche a inserire nel sistema informatico comunale AcqueWin dati falsificati, negoziava direttamente sul proprio conto corrente personale gli assegni degli utenti morosi (comportamento definito dallo stesso giudice come “inquietante”) oppure si faceva pagare in contanti a fronte di uno sconto all’utente, nell’ottica di non lasciare traccia degli importi ricevuti.

La cosa ancora più grave, tuttavia, sempre secondo gli inquirenti, appare come questa strutturata e indisturbata attività di sistematica appropriazione di denaro pubblico risultasse nota a molti impiegati della macchina comunale della Perla dello Jonio, come emerge dal contenuto delle intercettazioni, ma purtroppo, come spesso le cronache giudiziarie registrano, l’omertà e la connivenza dei pubblici dipendenti divenivano il volano del perpetrarsi, nel tempo, delle condotte illecite.

Secondo ipotesi d’accusa, proprio il connubio criminale oggi disvelato consentiva al legale di riuscire a mantenere l’incarico, sin dal lontano 1995, nonostante i vari avvicendamenti delle amministrazioni comunali, continuando in tal modo a perseverare in maniera indisturbata nella sua azione criminogena.

In sintesi, considerato il valore probatorio degli elementi raccolti nel corso dell’attività d’indagine, rilevato il rischio di reiterazione delittuosa da parte degli indagati, agli arresti domiciliari è finito l’avvocato F.L., mentre nei confronti dell’ ex dirigente del Comune G. C. è stato applicato il divieto di dimora nel Comune di Taormina. Effettuato il sequestro per equivalente delle somme costituenti il profitto di peculato e il prezzo della corruzione, per un importo complessivo pari a 817.000 euro. I Finanzieri hanno dato esecuzione al provvedimento e sequestrato 3 unità immobiliari di proprietà del professionista e, tra le altre, le somme maturate dall’ex dirigente a titolo di trattamento di fine servizio a seguito della cessazione del rapporto di lavoro.