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Svincoli, apertura a metà aspettando la sicurezza del viadotto

Dettaglio del viadotto Ritiro

E’ solo un’apertura parziale, le due rampe in entrata dello svincolo di Giostra, ma dopo 24 anni di attesa è meglio di niente.

Stamane l’inaugurazione, che Messina aspetta dal 1989, quando fu firmato l’Accordo di Programma.

Da domani sarà quindi possibile accedere all’autostrada dal viale Giostra sia verso Catania che verso Palermo. Chiuse in attesa della collocazione del giunto (prima è necessario mettere in sicurezza il viadotto Ritiro) le rampe di uscita.

Un problema quello della sicurezza del viadotto, che ha visto l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca e l’Ingegnere Capo del genio Civile Gaetano Sciacca confrontarsi senza esclusione di colpi. Con il primo che premeva per la collocazione del giunto senza “se” e senza “ma” ed il secondo che denunciava i gravissimi rischi connessi all’incolumità degli automobilisti e di chi vive sotto il viadotto se prima di collocare il giunto non si fosse  provveduto alla messa in sicurezza di quella porzione di tangenziale.

Alla fine, complici anche le dimissioni di Buzzanca per tentare l’avvenuta all’ARS, l’ha spuntata Sciacca. Che affida ai social network le proprie considerazioni sull’inaugurazione di oggi.

“Più volte -scrive Sciacca- ho sostenuto, nel corso di riunioni, incontri e con lettere dedicate all’argomento l’opportunità di appoggiare, con un semplice prolungamento delle rampe, sul rilevato esistente, detto anche “montagnola”, gli scivoli di nuova realizzazione, al fine di eliminare l’utilizzo del giunto.

Constato con piacere che ciò è stato fatto per la rampa in ingresso carreggiata Pa – Me di prossima apertura, mi domando perché non lo si faccia anche per la rampa opposta, in uscita carreggiata Me – Pa.

Tale circostanza, come si ricorderà più volte evidenziata, consentirebbe non solo di economizzare 6 milioni e mezzo di euro (tale è il costo del giunto) ma, cosa ancor più importante, permetterebbe di aprire immediatamente la rampa in uscita provenendo da Messina in direzione Palermo.

Non sono mai stati quantificati i costi di manutenzione del giunto, ma se andiamo a considerare tale aspetto avremmo un ulteriore fattore per far capire l’inutilità di tal elemento. Nel caso di eventi calamitosi (sisma) o comunque d’interruzione dell’autostrada per lavori da eseguire, la rampa realizzata sulla

“montagnola” non causerebbe alcuna interruzione della viabilità e non isolerebbe la città di Messina dal resto della Sicilia in quanto potrebbe essere utilizzata sia venendo da Messina che da Palermo.

Si rammenta che l’infrastruttura in esame è strategica ai fini della protezione civile e un suo mancato utilizzo per qualsiasi ragione è da considerare fatto grave, in quanto determinerebbe condizioni di mancata possibilità di soccorrere la popolazione a seguito di eventi eccezionali dovuti a calamità naturali.

Non mi soffermo più di tanto riguardo l’apertura della rampa in entrata in direzione Me-Pa, in quanto l’Ufficio non ha mai posto condizioni e particolari problemi a ciò, ritenendo trascurabili le relative interazioni tra il modesto esistente viadotto Baglio e il realizzando scivolo”.

Storia tormentata quella degli svincoli di Giostra e Annunziata, iniziata nel 1989. Per otto anni i tre lotti furono solo argomento di discussione e di proclami roboanti sui giornali. Poi, nel 1997, l’aggiudicazione di tutti e tre i lotti (anche se per il terzo non sono ancora stati individuati i fondi per costruirlo ed esiste solo un progetto preliminare) con la Giunta guidata da Franco Providenti e a novembre dello stesso anno la posa simbolica della prima pietra alla presenza dell’allora assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Mangiapane.

Ad aggiudicarsi i primi due lotti la Gepco Salc, il terzo il raggruppamento di imprese Torno-Gitto- Vinci. Fallita dopo anni di lavori che procedevano a passo di formica la Gepco Salc, impresa genovese del marchese Cattaneo Adorno molto vicino all’ex ministro Burlando che poi fuggì anche all’estero, il cantiere dello svincolo di Giostra a San Michele fu riattivato solo nel 2005 dopo l’assegnazione al consorzio Giostra Scarl. Anche in questo caso i lavori non furono ultimati e rimasero ad una percentuale bassissima. Ben diverso invece il ritmo in zona Annunziata, dove si arrivò a superare il 90% dei lavori.

Tornando al cantiere di San Michele, nel 2008 arriva la sentenza del TAR e l’assegnazione dell’appalto alla ditta Ricciardello di Brolo, che subentrò al consorzio Giostra Scarl.

I lavori, l’importo totale è di 58 milioni di euro, furono consegnati a giugno 2009. L’anno dopo un’apertura parziale della galleria e oggi l’apertura delle due rampe in entrate. Da consegnare, dopo la posa del giunto sul viadotto Ritiro, le due in uscita e poi, forse, si potrà pensare a individuare i fondi e completare il progetto della seconda galleria.