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Super 8

Dopo tanta attesa finalmente giunge nelle sale il tanto atteso “super 8”  prodotto da Steven Spielberg, ad oggi ancora indiscusso re di Hollywood, e diretto dal regista di “Lost” J.J. Abrams.

Fine anni ’70, un gruppo di ragazzi amanti del cinema decide di girare un lungometraggio horror con degli zombie, usando appunto l’allora popolare formato che dà il nome al film. Ciò che non prevedono è che saranno involontari testimoni di un incidente ferroviario al seguito del quale prenderanno il via dei misteriosi eventi.

Ad essere franchi il film, nonostante la colonna sonora composta da tutti i successi del tempo, sembra essere ambientato qualche anno più tardi, nel bel mezzo degli ’80. perfino i volti e il look dei giovani protagonisti rievoca quel tempo, di certo molto più ingenuo, ma durante il quale l’adolescenza era un periodo da vivere a pieno gonfiando la

mente di sogni e desideri, e non un buio periodo da superare il prima possibile.

I riferimenti al periodo ci sono tutti, sia dal punto di vista storico, con i classici timori di invasioni da Guerra Fredda, sia da quello prettamente cinematografico con richiami a scene di film del periodo come l’ormai celeberrima fuga in bicicletta da “E.T.”.

Anche se da principio può dare l’impressione di essere un film di più basso genere, “Super 8” rivela ben presto le sue potenzialità, pur restando negli ambiti del cinema per adolescenti. Riferimenti a Joe Dante se ne possono trovare fin troppi per esempio, come il mix di apparizioni mostruose e tematiche giovanili, ma i tempi tecnici e narrativi sono senza dubbio dei nostri giorni e si dimostrano capaci di rivelare al momento giusto l’intenzione celata fin dalle prime immagini; di far trionfare nella chiusura cioè, l’ormai classica filosofia spielberghiana. Consigliato a chi ha dimenticato di essere nato tra i ’70 e gli ’80.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.