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Sulla risonanza magnetica al Regina Margherita Accorinti non cede

L'incontro a Palazzo Zanca

“La salvaguardia della salute dei cittadini è uno dei compiti che mi competono direttamente nel mio ruolo istituzionale e sotto l’aspetto umano. Una risonanza magnetica, a livello preventivo, può salvare diverse vite umane e l’Amministrazione non intende privarsene nel modo più assoluto”.

Così il sindaco di Messina Renato Accorinti, che sul trasferimento della risonanza magnetica dall’ex ospedale Regina Margherita al nosocomio di Barcellona, entrambi di competenza dell’ASP 5, non intende mollare ed è pronto anche a rivolgersi alla magistratura.

Posizione questa, ribadita questa mattina durante un incontro appositamente convocato a Palazzo Zanca.

“A maggior ragione -ha poi aggiunto Accorinti- se si considera che per l’utilizzo dello strumento ci sono richieste anche dalla Calabria, con lunghi tempi di attesa. Per questo motivo abbiamo deciso di richiedere l’intervento a sostegno della nostra posizione della deputazione regionale messinese”.

Che non è che proprio abbia risposto con grande entusiasmo, visto che stamane erano presenti solo 5 deputati su 11: Bernadette Grasso, Marcello Greco, Pippo Laccoto, Filippo Panarello e Valentina Zafarana.

Salomonicamente, i parlamentari regionali hanno proposto di dotare entrambe le strutture di una risonanza magnetica, il cui costo medio supera i 3-4 milioni di euro, ma il problema è un altro.

In vista dell’attivazione del PTA nell’ex ospedale Regina Margherita, chiuso da oltre 10 anni, erano già stati ristrutturati i locali che avrebbero dovuto accogliere l’apparecchiatura. Trasferire la risonanza a Barcellona, come hanno deciso senza alcuna logica apparente il

commissario straordinario dell’ASP 5 Manlio Magistri e l’assessore alla Sanità Lucia Borsellino, comporterebbe non solo lo spreco di quanto si è speso finora a Messina, ma un ulteriore esborso per adattare altri locali nell’ospedale barcellonese, che ne è privo.

La giustificazione ufficiale è che a Messina non c’è personale preparato per gestire l’apparecchiatura, ma si glissa sul fatto che per ovviare è necessario un corso di poche settimane. Il personale cittadino dell’ASP 5 ha mal digerito questa decisione e nei corridoi gira sempre più insistente la voce che questa decisione possa favorire altre strutture private, anch’esse dotate di risonanza magnetica.

Un’altra stranezza poi, è il duplice commissariamento dell’ASP 5 di Messina. E’ vero che tutte le ASP siciliane sono commissariate, ma è altrettanto vero che solo a Messina un commissario (Magistri) è stato chiamato a sostituirne un altro, il catanese Francesco Poli, che durante il proprio mandato ha lavorato proprio per aprire il PTA al Regina Margherita.

In ogni caso, resta da chiarire perché si sia deciso di spostare la risonanza magnetica a Barcellona quando l’ospedale di Milazzo ne è già dotato, lasciando invece totalmente scoperta la città.

“Non si può destinare un presidio territoriale di assistenza all’ex ospedale Margherita -ha aggiunto l’assessore Mantineo- e privarlo quasi subito della risonanza magnetica. Così si finisce per smantellare il PTA prima ancora di avviarlo. Nel corso dell’odierno incontro abbiamo ribadito la posizione dell’Amministrazione Comunale, I nostri interlocutori rimangono l’assessore Borsellino e il commissario straordinario Magistri, che continua ad adottare provvedimenti in contrasto con l’apertura del PTA”.

Presenti all’incontro anche le organizzazioni sindacali di categoria e una rappresentanza di consiglieri comunali.