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Sud, Armao: “Siamo ai tempi supplementari”

Gaetano Armao, assessore all'Economia

La Regione Siciliana ha presentato al ministro Giulio Tremonti un documento che individua e chiede la risoluzione dei nodi che bloccano la Sicilia e le Regioni del Mezzogiorno nella capacità di spesa. Nel documento consegnato dall’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao a Tremonti durante l’incontro sulle Regioni del Sud si evidenziano alcuni nodi come l’opportuna nettizzazione del Patto di stabilità, il mancato trasferimento delle risorse del FAS 2007 – 2013 ed il conseguente blocco del Programma e l’incerti positivi effetti del Piano per il Sud sugli Accordi di programma quadro e sui Programmi comunitari.

Questi argomenti sono stati trattati al tavolo tecnico sulle politiche per il Mezzogiorno al ministero dell’Economia ed al quale hanno partecipato, oltre a
Giulio Tremonti, anche i ministri per lo Sviluppo economico Paolo Romani e della Salute Ferruccio Fazio. Il documento che l’Assessore Armao ha consegnato al ministro Tremonti rileva che “i vincoli imposti dal Patto di Stabilità interno, dai cui conteggi è attualmente esclusa la sola quota comunitaria del contributo pubblico sulle singole operazioni, costituiscono un freno alla spesa e limitano fortemente la dinamica attuativa dei programmi”. E ancora che per “superare tale criticità e per assicurare un’effettiva accelerazione della dinamica finanziaria dei Programmi Operativi, anche in funzione anticiclica, appare opportuna la nettizzazione del calcolo del Patto di Stabilità dell’intera quota pubblica dell’investimento (quota comunitaria, come già è, ma anche nazionale-regionale), per renderne realmente incidente

/> l’impatto.

Per quanto riguarda i fondi Fas viene sottolineato che “il mancato trasferimento delle risorse del FAS 2007 – 2013 alla Regione e il conseguente blocco del Programma, per quanto riguarda la Sicilia, costituisce una grave criticità sistemica
condizionante per l’impianto stesso del QSN (Quadro strategico nazionale) e l’approccio comunitario 2007 – 2013 dei Fondi Strutturali. Il venir meno del FAS 2007 -2013 vanifica la possibilita’ di inserire interventi nel PO FESR per consentire
overbooking di impegni e quindi livelli di pagamento quanto più prossimi al costo totale, in un quadro di unitarietà della programmazione e di identica formulazione procedurale”.

Per le ricadute del Piano per il Sud, invece, viene evidenziato che stravolge l’impianto del QSN 2007-2013 creando motivi di grave incertezza istituzionale, partenariale, finanziaria. “Una eventuale riprogrammazione degli interventi – si legge nel documento – all’inizio del quinto anno del settennio 2007-2013 può, in funzione della sua natura e ampiezza, avere un effetto di accelerazione del processo di attuazione delle operazioni, ma può anche essere causa di ulteriori, significativi, ritardi. Per conseguire l’accelerazione della spesa comunitaria -si conclude nel documento – è imprescindibile rimuovere, o almeno attenuare, l’incidenza paralizzante delle illustrate condizionalità sui profili addizionali delle risorse europee
mediante iniziative tempestive. A questo punto occorre far presto a partire dalla prossima seduta del CIPE del 3 agosto prossimo, restituendo alla Sicilia i Fondi
Fas bloccati da mesi e che sono necessari per ripartire con gli investimenti e le infrastrutture. Il Sud -ha concluso Armao- è ai tempi supplementari, non si perda
più neanche un minuto”.