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#Subbuteo. Claudio La Torre e Barcellona Pozzo di Gotto sul tetto del mondo per la terza volta

Claudio La Torre

MESSINA. Una kermesse di altissimo livello quella di subbuteo disputata a Parigi, con partecipanti provenienti da 25 nazioni. Ed è la categoria under 15 quella che vede impegnato Claudio La Torre, atleta di Barcellona Pozzo di Gotto. La giornata comincia bene per il talentino barcellonese, che supera il girone a pieni meriti, strapazzando la concorrenza coi seguenti punteggi: 7-0 al francese Dubuc, 6-1 al belga Boltz e 11-0 all’inglese Price. Il tempo di uno snack e si torna in campo con gli ottavi di finale. Il match con il maltese Bonnici si preannuncia più duro del previsto. Quando la gara sembrava inchiodata sull’1-1 a sette minuti dal termine Claudio La Torre è riuscito a sbloccarla per poi metterla in ghiaccio nei minuti finali (3-1). Ai quarti di finale è la volta di un altro belga, Magermans. La gara fatica a mettersi in discesa fino a poco prima del cambio campo, quando il barcellonese trova un 1-2 micidiale che porta il match sul 3-0. Nel secondo tempo l’azzurro dilaga e il match finisce 7-1. La semifinale è il remake della finale dello scorso anno quando Giudice vinse 3-2 al sudden death.

Turbinio di emozioni e partita al cardiopalma. Il primo tempo si chiude 4-2 per Giudice. Nella ripresa scende in campo un altro Claudio capace di ribaltare la gara trovando il 5-4 a tre dal termine. Ma a un solo minuto dalla fine Giudice con una zampata riacciuffa il pari. Si va al Sudden Death. Prima azione per Claudio, interrotta da un fallo. Sulla ripartenza Giudice si divora un gol, ma si tratta di una sontuosa parata. Di li a poco l’affondo di Claudio che trova il gol del 6-5 che vale la finale. Ennesimo avversario belga, Bouchez. Il primo tempo finisce 4-1 per il barcellonese. Nella ripresa Bouchez accorcia, prima di un triplo allungo di Claudio che la porta sul 7-2. Arriva il momento topico del belga che ne segna ancora due, prima di subirne un altro dall’azzurro. Il punteggio finale è 8-4. Claudio si laurea campione del Mondo per la terza volta, dopo Madrid e San Benedetto del Tronto.