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Sturniolo e la nomina dell’esperto Molonia: “C’è bisogno di novità”

Renato Accorinti e Luigi Sturniolo

La nomina di Giovanni Molonia come esperto del sindaco Renato Accorinti per la Biblioteca Comunale ha creato non poco sconcerto. Non tanto per la persona in sé, quanto per il fatto che lo studioso ha ricoperto lo stesso incarico con l’ex sindaco Buzzanca.

E la rottura con il passato? si chiedono diversi militanti di Cambiamo Messina dal basso, il movimento di Accorinti.

In attesa di avere chiarimenti dal primo cittadino, ecco la posizione di Luigi Sturniolo, uno dei consiglieri comunali di CMdB e bibliotecario di professione, condivisa sui social network. Senza polemiche ma, forse, con un pizzico di amarezza.

“I bibliotecari -scrive Sturniolo- sanno bene che è loro destino non vedere riconosciuta la propria professionalità. E’ come se si trattasse di una specialità minore, quella di bibliotecario.

Tale che trattare di biblioteche significa per tanti, fondamentalmente, dare in lettura i libri, far compilare qualche modulo e organizzare la giusta difesa del patrimonio dal taccheggio. Non è mistero che questa è la considerazione che per anni tanto mondo accademico ha avuto di queste strane figure, che

ieri si aggiravano tra schede e palchetti e oggi aggiungono al costante contatto con la polvere, che si deposita sempre più inesorabile su libri sempre meno spolverati a causa dei tagli alla cultura, sempre maggiori frequentazioni di opac e progetti di digitalizzazione.

Così, può apparire cosa normale che a ricoprire il ruolo di consulente per le attività della Biblioteca Comunale non sia chiamato un bibliotecario. Eppure era questa la scelta che andava fatta. Scegliere un bibliotecario, un esperto di biblioteche che ne conoscesse tutti gli aspetti e che fosse aggiornato sullo stato dell’arte nel mondo della gestione delle biblioteche: dalle politiche delle acquisizioni a quelle della gestione dei cataloghi informatizzati, dalle banche dati alla ricerca dei finanziamenti, dalle relazioni col territorio e le reti di biblioteche alle novità nel campo della catalogazione e delle indicizzazioni.

C’era bisogno di una novità, insomma. Che rappresentasse un cambio di passo, una discontinuità, una innovazione. Dico queste cose prima di tutto perché sono un bibliotecario e vado orgoglioso della mia professione, della quale conosco le molte difficoltà e le poche soddisfazioni.

Lo dico pubblicamente perché ho già espresso il mio punto di vista, che adesso ritengo giusto rendere pubblico, a Renato Accorinti e Sergio Todesco. Lo dico, infine, senza alcuna riserva nei confronti una persona che ho imparato ad apprezzare come Giovanni Molonia”.