Sturniolo a Cgil, Cisl e Uil: “Attaccati al potere come cozze”

Renato Accorinti e Gino Sturniolo durante una manifestazione

Due giorni fa Cgil, Cisl e Uil hanno definito bislacca la scelta del sindaco Accorinti di fermare i TIR con un’ordinanza.

E così Gino Sturniolo, consigliere comunale di Cambiamo Messina dal basso, accorintiano convinto e intellettualmente onesto, che se deve tirare le orecchie all’amministrazione non ci pensa due volte (la vergogna delle mense negate dalla Panarello agli scolari poveri o la presa di posizione di Accorinti dopo l’occupazione della ex scuola Donato, giusto per citare un paio di esempi) scende in campo per difendere questa scelta, con una nota che pubblichiamo integralmente.

“Le burocrazie di Cgil-Cisl-Uil, alla fine finiscono per stare sempre dal lato dei poteri forti e dei padroni -scrive Sturniolo. Consci che la crisi economica, oltre che per i lavoratori, sarebbe stata devastante anche per loro, hanno scelto da oltre 20 anni ormai di attaccarsi al potere come cozze ad uno scoglio.

Così, dai primi anni ’90 ad oggi hanno accompagnato le politiche antipopolari dei governi di centrodestra, centrosinistra e tecnici. Pur di resistere e garantire la propria esistenza in vita, pur di garantire i loro tantissimi funzionari e distaccati (una casta che, al paragone, quella dei partiti impallidisce) hanno ceduto all’affermarsi di un mercato del lavoro dominato dalla precarietà, hanno lasciato stracciare diritti e comprimere i salari.

Tutto questo “senza un fallo”, si direbbe in per una partita di calcio, senza uno sciopero vero, visto che parliamo di sindacati. Le leggi sulla rappresentanza sindacale, una vera offesa alla democrazia, li ha trasformati in corporazioni intoccabili. Nessuno può competere con loro per il semplice motivo che nessuno ha diritto ad esistere oltre loro. Non poteva non accadere che nel momento in cui per la prima volta un’esperienza amministrativa, politica, associativa di cittadinanza attiva riusciva a mettere in difficoltà i poteri forti dello Stretto, quegli armatori che hanno sempre fatto il bello e il cattivo tempo a Messina,

quell’industria dell’attraversamento che se n’é fregata negli anni se i Tir causavano picchi di inquinamento dell’aria e acustico, un traffico impazzito e piú volte mietevano vittime, Cgil-Cisl-Uil si schierassero con Franza & Co.

La loro idea bislacca è che siccome negli anni non sono state costruite le condizioni per un’alternativa al passaggio in centro dei Tir allora i Tir devono continuare a passare in mezzo alle persone. E’ un punto di vista talmente annebbiato dalla necessità di schierarsi con i poteri forti, che non considera semplici elementi di logica. Cosa dovrebbero fare, infatti, dei cittadini per i quali il potere locale, da sempre sottomesso agli interessi degli armatori, continuano a vedere i Tir passare davanti al loro naso e a volte sopra il proprio corpo?

Perché un sindaco, che ha il dovere di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini, dovrebbe invece assumere come stella polare la logica del profitto qualunque cosa accada? Si potrebbe aggiungere, poi, che lo stesso sindaco ha provato in ogni modo (forse anche eccessivamente) a trovare un accordo con gli armatori, consentendo il passaggio dei Tir in centro di notte e, addirittura, accettando il passaggio in centro per questa estate con la semplice promessa che sarebbe stata l’ultima.

Ma, naturalmente, chi ha sempre, senza grandi problemi, visto il proprio punto di vista e i propri interessi prevalere non poteva certo venire a patti con questo disobbediente diventato sindaco. E che, oltraggio degli oltraggi, pretende anche di fare davvero il sindaco.

I segretari di Cgil-Cisl-Uil terminano il loro intervento ponendo una sorta di aut-aut al sindaco, quasi a volergli attribuire responsabilità sulla mancata realizzazione delle infrastrutture che, un minimo di onestà intellettuale, addosserebbe ad altri, altri con i quali, forse, proprio le burocrazia sindacali hanno lungamente flirtato, altri che, probabilmente, sono stati amici o anche direttamente interessati nell’industria dell’attraversamento.

Un invito, quindi, infine, va fatto ai redattori di tanta intelligenza profusa nel comunicato. Provate a fare una vera ricostruzione storica di quanto accaduto nella nostra città. Provate a distinguere le politiche della rendita e quelle delle speculazioni predatorie dalle politiche produttive. Provate a farlo. Magari vi riesce pure”.

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