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Strani trasferimenti al Policlinico di Messina, Todaro: “Temiamo gravissimi problemi assistenziali e medico-legali”

MESSINA. Trasferimenti inopportuni al Policlinico universitario, almeno secondo la denuncia del coordinatore FGU, Federazione Gilda Unams, Paolo Todaro che si rivolge al direttore generale e al direttore sanitario dell’azienda ospedaliera oltre che al rettore dell’università. Il sindacato chiede a gran voce che, a proposito di riorganizzazioni, vi sia una programmazione a 360 gradi dell’intera azienda ospedaliera e che questa passi da un preventivo confronto con tutti gli addetti ai lavori. “Siamo venuti a conoscenza del fatto – dichiara Todaro – che ci sia in atto una riorganizzazione attraverso trasferimenti di personale con modalità e tempistica inopportune. Già nei giorni scorsi eravamo intervenuti in merito al trasferimento degli ambulatori di Neurologia che sono sede di importanti centri di riferimento regionale. Oggi l’allarme viene lanciato da due lavoratori delle unità operative di Cardiologia con UTIC e Stroke Unit. Si vocifera che queste due unità dovrebbero nel giro di qualche giorno trasferirsi nei locali del padiglione E, con la Cardiologia suddivisa addirittura su tre piani e conseguenti gravissimi problemi assistenziali e medico-legali per il medico di guardia nella gestione dei pazienti e delle emergenze, vicino alla Stroke al momento carente di organico e che non effettua guardie attive di notte e nei giorni festivi, tamponando con la reperibilità. Difatti lo spostamento delle due unità dovrebbe anche servire per poter disporre di una guardia interdivisionale tra cardiologi e neurologi, con gravissime conseguenze per la salute dei pazienti e per tutto il personale. Tutto ciò condito anche da altri trasferimenti senza un’approfondita programmazione e razionalizzazione, senza tener conto di tutti i locali già ristrutturati con ingenti risorse utilizzate, ma basata soltanto tra accordi di vertice”. Il sindacalista denuncia, inoltre, che “durante la fase emergenziale si è svolta quasi regolarmente attività nelle sale operatorie dei padiglioni NI e F: interventi cosiddetti urgenti, senza avere posti letto di Terapia Intensiva, perché messi tutti a disposizione per l’emergenza COVID-19 con l’aggravante e il rischio di aver dovuto trasferire, in urgenza, pazienti presso altre strutture regionali con posti letto no-COVID”.