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Stagionali sul baratro, accorato appello CISL al ministro del Lavoro: “Si rischia la crisi sociale”

MESSINA. Lavoratori del commercio, del turismo e dei servizi abbandonati dal Governo. L’allarme arriva dalla Fisascat CISL di Messina, che si rivolge ministro del Lavoro Nunzia Catalfo per evidenziare il rischio di una grave crisi sociale per diversi lavoratori del settore tagliati fuori dagli aiuti dell’ultimo Decreto. “Ci sono lavoratori stagionali, del commercio, del turismo e dei servizi, che rischiano di rimanere fuori da tutto – si legge nella nota sindacale sottoscritta da Salvatore D’Agostino e Pancrazio Di Leo – da NASpl (indennità mensile di disoccupazione), dal Reddito di emergenza e da qualsiasi aiuto economico. Il decreto Rilancio non risolve in alcun modo la problematica di questi lavoratori. Problematica da questo sindacato affrontata negli ultimi anni con grande determinazione in tutte le sedi e con innumerevoli iniziative poste all’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali, nelle piazze del Paese e con la raccolta firme di migliaia di lavoratori”. L’avvento della pandemia, poi, ha fatto il resto. Il COVID-19 ha infatti spazzato via tutte le residue e già poche certezze di questi lavoratori che prima contavano sulla speranza di lavorare per sei mesi e che quest’anno, nella quasi totalità dei casi, si troveranno fermi in estate perché alberghi, bar e ristoranti rimarranno chiusi per effetto della crisi. “Come faranno a sopravvivere questi lavoratori? Che ne sarà di tante famiglie che

sino a oggi sono andate avanti con un unico reddito derivante dall’impiego stagionale?” – domandano poi i responsabili della Fisascat Cisl Messina – I problemi degli stagionali non si risolvono con i 600 euro, chiediamo la reintroduzione dell’ASpl o in qualsiasi caso la modifica urgente dell’attuale disciplina normativa, con l’introduzione di norme a tutela dei lavoratori per tutta la fase di emergenza. Servono strumenti e atti normativi idonei a consentire ai lavoratori di superare la crisi e di non perdere il proprio posto di lavoro. I lavoratori si troveranno scoperti per due anni di contributi e quindi anche penalizzati per la copertura contributiva ai fini pensionistici, un dramma nel dramma. L’emergenza, ormai, si è trasformata in dramma sociale. I lavoratori stagionali hanno fatto nascere un gruppo di protesta e la loro voce è la nostra. L’impegno per gli stagionali è una battaglia che nell’assenza ed estraneità di altri, e non di questo sindacato, la Fisascat Cisl sta già portando avanti da tanti anni mettendoci il cuore e la faccia, sin da quando nessuno si occupava di quest’emergenza o peggio la sottovalutava. Oggi questa emergenza purtroppo rischia di arrivare adesso al punto di non ritorno e più che mai occorre un fronte comune per far valere i diritti dei lavoratori”.