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Sport. Igea Virtus, i “giusti” meriti del Presidente Filippo Grillo sulla disastrosa stagione dei giallorossi

I tifosi sperano nel miracolo di San Sebastiano

L’umiliazione non è per squadra e allenatore, ma per Filippo Grillo
Troppo facile dare la colpa ai giocatori o all’allenatore. Il colpevole di questa umiliazione è uno solo. Riconosciamogli i giusti “meriti”.
Sconfitta annunciata, l’ennesima della stagione. Squadra in difficoltà, sempre in ritardo. Giocatori inadeguati per la categoria. La sconfitta di ieri contro la Palmese allo stadio D’Alcontres era scritta da tempo e l’autore è uno solo: Filippo Grillo da Messina.
Non si può colpevolizzare l’allenatore per dei limiti tecnici di una squadra, e non si possono colpevolizzare i giocatori perché non riescono a reggere i ritmi, seppur mediocri, della Serie D. E’ infatti abbastanza ovvio e scontato che giocatori che non hanno mai giocato in questa categoria non possano avere i tempi e l’esperienza dei veri calciatori di categoria.

Inutile prendersela con il Cascione di turno. I gol subiti non sono colpa sua, ma sono frutto della cattiva gestione societaria dell’Igea Virtus. Di un calciomercato deficitario e inadeguato. Di strategie incomprensibili. Di errori gravi.

E non è colpa neanche dei poveri tifosi o dei giornalisti. Il responsabile è uno solo e il nome e cognome lo conosciamo tutti. Ieri è andata in scena l’ennesima tappa del processo di distruzione di questa società.

Sì, non c’è termine migliore di distruzione, anzi autodistruzione. L’Igea Virtus fino allo scorso anno era una realtà invidiata in Italia Poi, la fine della dirigenza Grasso la scorsa estate e l’avvento di Filippo Grillo da Messina. Una persona che ha preferito mettere fine a quanto di importante costruito in tanti anni di fatiche. Mattone dopo mattone l’Igea Virtus è stata demolita e ora non ci resta altro in mano che delle macerie.

Inutile parlare di moduli, di giocatori, di allenatori, di rendimento. Il problema non sta lì e lo sappiamo tutti. Tedesco, che di colpe personali ne avrà anche tante, è solo l’ingranaggio di una macchina che non funziona più, anzi che non ha mai funzionato fin dall’inizio. Stesso discorso per i giocatori, comparse con dei limiti tecnici evidenti, all’interno di una scena di cui sappiamo già il finale. Inutile parlare oggi di futuro, di cambio di allenatore. Finché le cose non cambieranno in alto la situazione resterà sempre questa, se non sarà addirittura ancora peggiore. Finire in Eccellenza non sarebbe altro che l’epilogo di tutto, la fine.

Di solito chiudo sempre con un auspicio, oggi mi è difficile farlo. Non mi restano che i ricordi di quando le grandi a Barcellona Pozzo di Gotto venivano a soffrire. Ricordi, teniamoceli stretti, prima che Grillo da Messina ci distrugga anche quelli….

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.