Sparatoria sul lungomare di Rossano, individuati e fermati i tre presunti responsabili: ora sono in carcere a Barcellona

Polizia sicilians 1È durato meno di 24 ore il lavoro degli investigatori per dare un volto e un nome ai presunti responsabili della sparatoria avvenuta ieri sul lungomare di Rossano, in pieno giorno, davanti a passanti e turisti. I tre uomini – Giovanni De Luca, Gianluca Pacenza e Giuseppe Pacenza, tutti originari di Rossano e incensurati – sono stati fermati in Sicilia al termine di una serrata attività investigativa condotta congiuntamente da Polizia di Stato e Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza.

Secondo quanto trapelato, uno dei tre sarebbe stato bloccato nella zona di San Giovanni a Barcellona, mentre gli altri due sono stati rintracciati nelle ore successive sempre tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo. Attualmente, i tre si trovano ristretti nel carcere di massima sicurezza di Barcellona, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La Procura della Repubblica di Castrovillari ha formulato accuse pesantissime nei confronti dei tre indagati: tentato omicidio, lesioni personali aggravate e porto abusivo di arma da fuoco, arma che al momento non è stata ancora ritrovata.

I tre sono gravemente indiziati per aver partecipato a un agguato armato che ha causato gravi ferite a un giovane, tuttora ricoverato in ospedale in condizioni critiche. L’episodio ha provocato un forte allarme nella comunità, anche per il contesto eclatante in cui si è verificato, nel cuore del centro urbano di Rossano.

Le indagini sono partite immediatamente dopo l’esplosione dei colpi e si sono sviluppate su più fronti. Decisivo, secondo quanto emerso, il ruolo delle intercettazioni telefoniche, che hanno permesso agli inquirenti di tracciare spostamenti, contatti e movimenti sospetti, fino alla localizzazione dei tre in territorio siciliano.

Una fuga breve, probabilmente pianificata per evitare l’arresto, ma che non ha impedito alle forze dell’ordine di chiudere il cerchio e procedere con i provvedimenti di fermo, considerati legittimi e urgenti dalla Procura.

L’operazione, definita dagli investigatori “tempestiva ed efficace”, dimostra la capacità delle forze dell’ordine di intervenire con rapidità in situazioni ad alto rischio. Il comunicato ufficiale diffuso nel pomeriggio sottolinea che, nonostante le accuse gravi, vige il principio di presunzione di innocenza: i tre restano indagati fino a un’eventuale condanna definitiva.

Intanto, la Procura prosegue l’attività investigativa, con l’obiettivo di chiarire con precisione ruoli, dinamiche e movente del grave fatto di sangue.

L’episodio ha inevitabilmente riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana, specialmente in una fase delicata come quella estiva, in cui Rossano accoglie migliaia di turisti. Le autorità locali, pur non sottovalutando la gravità dell’evento, rassicurano che si tratti di un fatto ben circoscritto e collegato a dinamiche già note e sotto osservazione da tempo.

Carmelo Amato

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