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Spaccio e furto, 11 arresti nel rione Mangialupi

Gli 11 arrestati nell'operazione Savana

Cercando, cercando qualcosa si trova sempre. E così, indagando su una lunga serie di furti di mobili antichi, il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri si è imbattuto anche in un giro di spacciatori a conduzione familiare.

All’alba i carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato il via all’operazione Savana e arrestato 11 persone, tutte di Messina, con l’accusa di furto e di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

Ad essere accusati del primo reato Antonino Annetti (classe 1961), Gennarino Briganti (del ’53, detenuto per altri reati), Natale Cardile (del 1960), Alessandro Cutè (classe 1957), Giovanni Cutroneo (del ’63) e Salvatore Noschese (del ’53).

Manette per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti invece per Antonino Cutè (del ’78, detenuto per altri reati), Alessio Coppolino (classe 1989), Santino Gugliotti (classe 1979), Concetta Lo Cascio (del ’78) e Giuseppe Lo Cascio.

Le indagini sono iniziate nell’aprile del 2008, quando il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo ha individuato un’organizzazione criminale dedita ai furti in abitazione, la maggior parte dei quali messi a segno a Messina e in provincia, mentre alcuni hanno interessato abitazioni del comprensorio catanese.

Il gruppo di malviventi era piuttosto organizzato, Dopo avere effettuato dei sopralluoghi a ritmi quasi quotidiani ed avere

individuato le abitazioni disabitate, contrassegnate per essere sicuri di non sbagliare, di notte i ladri tornavano sul posto portando via mobili antichi e tutto ciò che potesse essere venduto a ricettatori, negozi di antiquariato o mercatini dell’usato.

Cervello dell’organizzazione Alessandro Cutè, che di solito lavorava con Noschese e Briganti. Ad affiancarli Cardile e Cutroneo, che partecipavano alla pianificazione dei furti, alla spartizione del bottino ed all’assegnazione dei compiti. Antonino Annetti invece, era il ricettatore della banda, che è ritenuta responsabile di 34 furti tra consumati e tentati.

Ma all’interno del rione Mangialupi, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina hanno individuato anche un’organizzazione criminale dedita al al traffico ed allo spaccio di stupefacenti, composta da Giuseppe Lo Cascio, ritenuto la mente del gruppo, da sua sorella Concetta Lo Cascio e dal cognato Santino Gugliotti. Insieme a loro, che oltre a smerciare la droga la confezionavano, operavano Alessio Coppolino ed un cugino dei Lo Cascio, Giuseppe, che si limitavano allo spaccio.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, il sodalizio criminale vendeva all’interno del quartiere diverse qualità di stupefacenti, tra cui cocaina, eroina, hashish e marijuana. Il gruppo riforniva anche altre bande, attive in un’altra provincia.

Oltre agli arresti, sono state effettuate 26 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato emesso dal GIP del Tribunale di Messina Giovanni De Marco su richiesta dei Sostituti Procuratori Giuseppe Verzera e Maria Pellegrino della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina.