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Sonante 2-0 in terra umbra, ko per l’ACR Messina

Gaetano Catalano

Meritata la sconfitta dell’ACR Messina nella trasferta umbra di Castel Rigone, disputata in anticipo allo stadio giardino “San Bartolomeo” e valevole per la quarta giornata di campionato di Seconda Divisione girone B Lega Pro.

Padroni di casa a corto di punti, appena uno nelle prime tre gare, e malgrado ciò l’undici di Gaetano Catalano costretto a piegarsi.

Calcio d’inizio alle 14.30. A dirigere l’incontro Carmine Di Ruberto di Nocera Inferiore, coadiuvato da Giovanni Garito di Aprilia e Antonello Mangino della sezione di Roma 1.

Assenti, tra i peloritani, lo squalificato Cucinotta e gli infortunati Guadalupi e Maiorano.

Riproposto in questa occasione dal tecnico Catalano il 4-4-2 che ha regalato al Messina la prima vittoria casalinga domenica scorsa contro l’Arzanese.

Lagomarsini tra i pali, Silvestri e Bolzan esterni ai due difensori Ignoffo e De Bode, sulle corsie laterali di centrocampo Guerriera e Costa Ferreira, in mezzo Bucolo e Simonetti, i due più avanzati Corona e Chiaria. Divisa giallorossa per il Messina, in bianco il Castel Rigone.

Nel settore ospiti un’esigua rappresentanza della tifoseria messinese. Trenta secondi appena e la prima parata di Lagomarsini sul tiro diagonale del numero dieci Coresi, sfuggito alla difesa peloritana. Partono aggressivi i padroni di casa. Visibilmente in affanno Corona e compagni. Bucolo rimedia il primo cartellino del match.

Al 14′ De Bode commette un fallo di mano in area. Il direttore di gara assegna il giusto penalty al Castel Rigone e Lagomarsini sventa il vantaggio degli avversari opponendosi a un tiro di fatto poco convinto di Agostinelli.

Due corner battuti dagli umbri nel primo quarto d’ora. È un brutto Messina quello che all’avvio della gara sottostà all’impeto del Castel Rigone. Sul taccuino dell’arbitro finisce anche Simonetti. Un centrocampo che deve fare attenzione.

Un’incursione peloritana si spegne intanto nel tiro debole di re Giorgio. Poi ancora i biancoblù a spingere e ad attaccare i portatori di palla. Ora però il Messina è meno timido e si affaccia più spesso sulla metà campo avversaria. Sul primo corner degli ospiti, al 27′, un pericoloso contropiede del Castel Rigone seguito alle proteste di Corona e compagni che reclamavano il penalty. Fortunatamente nulla di fatto. Ritmi elevati e match aperto quello si gioca al “San Bartolomeo”.

Poco dopo la mezz’ora il secondo calcio d’angolo battuto da un Messina che prova a riscattarsi dalla brutta partenza.

Altro corner per gli ospiti al 36′. Nulla di fatto alla battuta. Ci prova allora Del Bode sugli sviluppi, ma gli si oppone senza troppe difficoltà l’estremo difensore umbro.

Il tecnico Catalano alterna intanto i due esterni Guerriera e Costa Ferreira sulle fasce. La sua maniera di

privare gli avversari di punti di riferimento utili in fase difensiva.

Cinque gli ammoniti durante la prima frazione di gioco. Il direttore di gara non risparmia i cartellini in una gara piuttosto corretta. Continui ribaltamenti di fronte. Qualche azione avvolgente del Messina allo scadere del tempo regolamentare. Tra le altre, la conclusione fiacca di re Giorgio che oltrepassa la porta e finisce alla destra di un riposatissimo Franzese.

Due minuti di recupero. Ultima occasione del Castel Rigone il tiro di Petterini. Nessun problema per l’attento Lagomarsini. Poi si va negli spogliatoi. Squadre invariate alla ripresa.

Ancora una buona partenza della formazione umbra. Numerosi gli errori dei peloritani in fase di disimpegno. È un Messina che procede a sprazzi, senza troppa convinzione. Fuori misura tanti scambi.

È su capitan Corona che convergono molte iniziative peloritane. Si muove meno Chiaria nel reparto più offensivo, fatta eccezione per l’incursione dalla destra su cui effettua il pregevole recupero la difesa umbra. Il caldo a gravare sulle squadre, di fatto parecchio allungate.

Prima sostituzione dalla panchina di Di Loreto. Il diciannovenne Redi rimpiazza lo zoppicante Coresi. Prima azione degna di nota quella che si conclude col destro insidioso di Ubaldi, che però non centra lo specchio della porta. Secondo entrato l’attaccante Tranchitella, ex Orlandina, a rilevare Di Paola. Subito dopo Gherardi per Corona.

È il 19′. Cambio probabilmente obbligato per il tecnico Catalano. 4-3-3 il modulo disposto dopo la prima sostituzione. Al 23′ passa in vantaggio il Castel Rigone con la bella giocata del neo entrato Tranchitella che con un destro a giro insacca la sfera alla sinistra di Lagomarsini.

Gran numero di Redi che salta e spiazza con estrema facilità la difesa peloritana per poi calciare alto e sciupare l’occasione del raddoppio. Dalla panchina del Messina, Lasagna a rilevare Guerriera. Una gara tutta in salita quella che ora sono costretti a giocare i peloritani, nel disperato tentativo di scardinare la difesa avversaria e raddrizzare il match.

Continuano intanto a fioccare le ammonizioni. Anche Costa Ferreira sul taccuino di Di Ruberto. Al 31′ fuori in tutta calma Montanari e dentro Bontà. In avanti ora gli ospiti che tuttavia non riescono a incidere. È poi nuovamente Redi a rendersi pericoloso innanzi alla porta di Lagomarsini, costretto alla parata da un tiro per nulla convinto.

Poco ordinate le azioni offensive di un Messina stanco e a corto di idee. Vola via il tempo regolamentare. Nel primo dei cinque minuti di recupero lo stacco di testa di Chiaria su corner calciato da Bolzan.

Al 47′, via via che sfumano le speranze dei peloritani, punizione dal limite di Tranchitella e meritato raddoppio del Castel Rigone che chiude ineluttabilmente il match.

Finisce in Umbria il ruolino positivo dell’ACR Messina che contava ventisei risultati utili. Ora è tempo di domande. Di accomodature. Ché a questo servono le sconfitte.