Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Sofia Martino ed il futuro che le è stato rubato

Sofia Martino

Le elezioni primarie per le liste di Sinistra Ecologia e Libertà Politiche di febbraio hanno permesso di decidere direttamente l’ordine di presentazione delle candidate e dei candidati del partito alla Camera e al Senato che saranno eletti in Sicilia.

E in testa ci sono due donne, entrambe di Messina ed alla prima esperienza istituzionale. Per il Senato Mamy Costa, quotata pittrice, si è classificata terza con 2.206 voti. Per la Camera invece Sofia Martino, da poco portavoce del Circolo SEL di Messina “Matteo Cucinotta”, con le sue 1.831 preferenze ha superato il segretario provinciale di SEL Salvatore Chiofalo, fermo a 1.719 voti, conquistando la seconda posizione nella lista della Sicilia Orientale.

Sofia Martino ha 43 anni, tre figli  ed è un’ insegnante  precaria di materie letterarie. Le abbiamo chiesto di raccontarsi per Messina.Sicilians.it

“La politica, in un modo o nell’altro, fa parte da sempre della mia vita. Papà era liberale, mamma comunista. Io però, non sono mai stata iscritta a un partito. Partecipo ai movimenti dai tempi della scuola e già al liceo ho sviluppato un interesse particolare  per le tematiche della formazione.

Frequentando la facoltà di  Lettere a Messina ho partecipato all’occupazione del 1990 (la Pantera) e poi, dopo la laurea, ho iniziato ad insegnare prima ancora di prendere l’abilitazione. Dopo il  concorso del 1999 e l’abilitazione mi sono sposata e trasferita in Liguria, a Recco, dove sono nati i miei tre bambini e dove ho insegnato per cinque anni latino e greco. Ho fatto anche l’insegnante di sostegno, ma oggi sono fuori dalla scuola pubblica grazie ai tagli lineari alle cattedre volute dai ministri Gelmini e Profumo”.

E adesso di cosa si occupa? “Dopo la fine del rapporto con mio marito sono tornata a Messina e sono una cocopro per una famosa azienda privata che si occupa di formazione e conoscenza. La gratificazione economica non è certo proporzionata al lavoro che svolgo. Insegno mattina e pomeriggio per avere qualcosa che vagamente assomiglia a uno stipendio decoroso. Senza l’aiuto della mia famiglia non so come farei a tirare avanti”.

Com’è che un’insegnante precaria incontra Sinistra Ecologia E Libertà? “Nichi Vendola veniva spesso a Messina da vice presidente della Commissione Antimafia. Allora ho iniziato a seguire con interesse la sua attività. Mi colpivano il tono, la puntualità delle sue denunce. Mi sono  resa conto  allora che si tratta di una persona, un politico di grande spessore, diverso da tutti quelli che  avevo conosciuto. Nel 2010, quando gli effetti della crisi cominciavano a pesare provocando quello stallo, quella regressione economica e culturale che stiamo tuttora vivendo, ho deciso che la rabbia e l’indignazione individuale non bastavano più. Mi sono impegnata nel movimento dei precari della scuola ed ho lottato per la trasformazione delle graduatorie da permanenti ad esaurimento. Nel frattempo, dopo il mio ritorno a Messina, a scuola

non potevano più chiamarmi per le supplenze perché i decreti Gelmini (poi dichiarati incostituzionali) impedivano il passaggio da una graduatoria provinciale all’altra. In quel momento ho incontrato SEL, il primo partito di cui ho preso la tessera. I valori in cui sono stata educata, del resto, sono di sinistra. Il pacifismo, il femminismo, l’attenzione per i diritti di tutti, il valore del lavoro. Tutto questo mi ha portato verso la militanza attiva”.

Cosa ha caratterizzato la brevissima campagna per le primarie? “Tre generazioni, la mia, quella dei trentenni e quella dei ventenni  sono state derubate del futuro. I miei bambini che prospettive avranno? Il primo pensiero che mi assilla è questo e su questo voglio parlare con gli elettori. Come lavoratrice, mamma e  donna il mio impegno da possibile parlamentare significa mettere al servizio della comunità le  mie energie e le  mie competenze. Le mie priorità? Il reddito minimo garantito e forti investimenti per il rilancio della scuola pubblica”.

Da poche settimane lei è la portavoce del più consistente circolo territoriale di SEL a Messina. Una postazione che la responsabilizza ulteriormente nei confronti del nostro territorio. “Messina vive una delle crisi più gravi della sua storia. E’ impoverita, ma percorsa da conflitti e ricca di persone appassionate al suo destino, come quei ragazzi che hanno restituito con l’occupazione il Teatro in Fiera ai suoi cittadini. E’ a loro che voglio parlare ed insieme a loro e con molti altri voglio costruire un programma che valorizzi competenze e intelligenze e investa nella cura del territorio, che va difeso dalle alluvioni e dall’inquinamento in cultura e socialità, in un turismo di qualità che può far rinascere Messina e creare opportunità di lavoro per i giovani, costretti oggi ad una nuova emigrazione. Prima di ogni cosa bisogna però reperire risorse per la cura delle persone, per i trasporti, per le piccole opere di prossimità. Che devono essere sottratte una volta per tutte all’incubo del ponte sullo Stretto”.

In questo momento lei è ha un ruolo rilevante a livello politico. C’è ancora molta strada da fare per un pieno riconoscimento di ruoli di responsabilità alle donne? “Il mio partito si è posto il problema delle pari opportunità: le liste che sono state composte domenica con le primarie garantiscono l’alternanza uomo-donna. Non so chi altri, oltre SEL, in questo momento sia in grado di fare altrettanto per avere la certezza di una rappresentanza delle donne nelle istituzioni. Certo, non può bastare ma è un buon inizio”.

Ma l’insegnante precaria Sofia Martino da parlamentare voterebbe mai provvedimenti in continuità con le politiche del governo Monti? “No, non lo farei. Quello di Mario Monti è un governo tutt’altro che tecnico o neutrale. E’ un governo politico che ha garantito finora interessi precisi, ad esempio non facendo la patrimoniale e agendo in continuità con Berlusconi, per quello che riguarda la scuola. Il governo di cui SEL farà parte deve ripartire dal lavoro, dalla tutela dei precari, dall’istruzione pubblica che deve tornare centrale. Tutto ciò che andrà in questa direzione avrà il mio consenso”.