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Sofia Martino e l’ennesimo scippo al territorio

Sofia Martino

Uno scippo al territorio. Così il mondo di facebook ha definito la decisione di SEL di assegnare il seggio di Messina della Camera a Laura Boldrini invece che a Sofia Martino. La Boldrini, capolista nei due collegi siciliani e in quello della sua regione d’origine, le Marche, ha optato per quello della Sicilia Orientale, lasciando l’altro collegio dell’Isola al segretario regionale Erasmo Palazzotto e quello delle Marche alla sua conterranea Lara Ricciatti, che alle primarie di dicembre ha preso 811 preferenze.

E così Sofia Martino, 43 anni, insegnante precaria, 3 figli a carico, che alle primarie siciliane di SEL è stata la più votata (ha avuto 1.831 voti che nel ricontaggio sono diventati oltre 1.500, un centinaio in più dello stesso Palazzotto, ecco perché è stata inserita in seconda posizione), è rimasta al palo.

Ma l’assegnazione del seggio di Messina alla Boldrini ha suscitato polemiche ferocissime, con scambio di dichiarazioni al vetriolo su facebook. A scatenare la guerra, le affermazioni di un sellino marchigiano. Che dopo avere letto sul social network che a Messina ci si meravigliava perché ben prima dell’assegnazione ufficiale dei seggi la Ricciatti stava già festeggiando, ha incautamente sciolto l’arcano: le Marche l’accordo lo hanno fatto, la Sicilia no e Messina si è giocata il  deputato locale.

Stando quindi a quanto si legge su facebook, quando nelle Marche si è saputo delle candidature paracadutate dall’alto c’è stata una sollevazione popolare che avrebbe portato ad un accordo pre elettorale con la segreteria nazionale di SEL: in caso di vittoria la Boldrini avrebbe optato per uno dei due collegi siciliani, lasciando quello marchigiano alla Ricciatti. Cosa che si è puntualmente verificata.

Sbalordita, Sofia Martino chiede spiegazioni a due dirigenti regionali, Crispino Maggio e Simone Di Trapani. “Mi hanno risposto che non ne sapevano nulla e che forse era una manovra delle Marche per fare pressione sul nazionale perché la Boldrini optasse per un collegio siciliano. Ho detto che mi sembrava una cosa stupida e bambinesca, ma mi è stato ribattuto di non fare dietrologia e che il 5 marzo il direttivo nazionale avrebbe deciso. Ma in realtà non è andata così, perché il 28 febbraio sul sito del nazionale c’erano già gli eletti. Quello che più mi ha ferito è che la mia esclusione non mi è stata comunicata dal partito, ma l’ho letta su FB. Dopo che mi sono girata tutta la Sicilia per la campagna elettorale, mi è sembrata una grossa mancanza di rispetto”.

La segreteria provinciale di SEL non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sullo scippo fatto al territorio messinese. Su FB invece, si registra qualche affermazione ancora tutta da verificare rispetto ad un’assemblea regionale durante la quale si sarebbe parlato della decisione di sacrificare la Sicilia Orientale a favore della Boldrini, ma della quale nessuno a Messina ha avuto notizia, neanche ufficiosamente.

Palazzotto dal canto suo, ha preferito affidarsi alle colonne di BlogSicilia per dichiarare di “essere dispiaciuto per Sofia Martino, che è una risorsa importante, ma la direzione ha fatto la scelta di premiare la rappresentanza territoriale. Laura Boldrini, che nonostante sia nata nelle Marche, è una figura di carattere nazionale, dunque si è preferito dare rappresentanza a tutte le regioni, mentre la Sicilia sarà rappresentata da me. E’ stata fatta una scelta e un collegio è stato sacrificato per garantire la rappresentanza di tutti”.

Il segretario regionale di SEL si libra in alto con giustificazioni piuttosto ardite rispetto al concetto di rappresentanza, ma in ogni caso i commenti dei messinesi sulla vicenda sono molto chiari: il territorio è stato talmente devastato da decenni di pessima amministrazione, che a rappresentarne bisogni e disagi può essere solo un parlamentare locale.

Affermazioni queste, che non provengono solo dal mondo di SEL, ma anche da parte di chi pur avendo votato per altri partiti non ci sta a prestare il fianco all’ennesima prova di equilibrismo della sinistra locale.

“Ho provato a telefonare a Francesco Ferra del direttivo nazionale e per tutte e due le volte mi è sttao detto che era in riunione -racconta ancora Sofia Martino. Ho lasciato i miei recapiti telefonici, ma non mi hanno ancora richiamato. In ogni caso, volevo solo chiedere perché il territorio fosse stato penalizzato, visto che il candidato eletto era peraltro anche quello più votato in Sicilia alle primarie”.

Tra l’altro, anche sui risultati delle primarie di SEL di dicembre qualcosina da dire c’è. I dati ufficiali del PD (i militanti dei due partiti hanno votato contemporaneamente negli stessi seggi) sono stati dati immediatamente, quelli di SEL, nonostante le ripetute sollecitazioni, non sono mai stati consegnati alla stampa e i numeri arrivati alle redazioni sono stati resi noti da qualche militante di buona volontà.

“Pensavo che io e la Ricciatti avessimo le stesse possibilità -aggiunge ancora la Martino- ma è evidente che io sono partita male in partenza, non sapendo che in caso di vittoria avrebbero sacrificato me. Sia chiaro, avrei corso lo stesso per il partito, ma avrebbero dovuto dirmelo. Questa decisone di fatto si traduce in una mancata valorizzazione del territorio. Abbiamo perso l’occasione per radicare il partito in Sicilia. Le Marche sono rosse e rosse sarebbero rimaste. E comunque, sarebbero state sempre rappresentate da marchigiana. Ma nella Sicilia del 61 a 0 del PDL, un parlamentare locale di SEL in più avrebbe dovuto esserci. Se volevano premiare l’impegno della compagna Ricciatti io avrei corso lo stesso, ma senza mettere a rischio il mio lavoro. Sono una Cocopro, non sono tutelata sul piano dei diritti e quando la campagna elettorale si è intensificata nelle ultime settimane non ho rinnovato il contratto e adesso potrò riprendere a lavorare solo a maggio. In ogni caso, se a Messina città SEL ha avuto il 3,2%, lo stesso dato del nazionale, qualcosa di buono lo avrò anche fatto. E anche rispetto al collegio della Sicilia Occidentale, qui abbiamo avuto oltre 3 mila voti in più. Questi dati dovrebbero parlar chiaro. O no?”.

Intanto su facebook è partita una petizione per sommergere di e-mail la direzione nazionale firmata anche da chi non ha votato per SEL. Adesso si aspettano le reazioni del lider maximo Nichi Vendola.