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Smetto quando voglio

Smetto quando voglio 

Paese: Italia

Genere: Commedia

Durata: 100 minuti

Regia: Sidney Sibilia 

Partenza col botto per l’esordiente sibilia, che confeziona come opera prima una commedia cattiva e brillante che riflette, deformandola, la già drammatica situazione lavorativa in Italia.

Pietro è un brillante ricercatore universitario, uno di quelli bravi davvero. Ma scopre suo malgrado che tutta la sua genialità non può impedire in alcun modo il suo licenziamento dovuto ai tagli all’università. Che fare, quando ci si rende conto di aver passato la vita studiando e che non si è materialmente in grado di fare altro? Semplice, ci si dà al crimine.

L’idea ce l’ha già e i complici non gli mancano: fin troppi tra le sue conoscenze hanno gettato alle ortiche i tanto faticosi e dolorosi sacrifici effettuati per raggiungere la tanto sospirata laurea, perché la società che ti ha inculcato per tutta la vita il concetto che l’Italia può sopravvivere grazie solo all’eccellenza, ha in realtà un gran bisogno di asfaltatori, lavapiatti e benzinai e molto poco di

ingegneri, biologi o architetti. E guarda caso, indirizzandole verso il crimine, le conoscenze acquisite in anni di studi si trasformano in una miniera d’oro…

Una commedia perfida ma brillante, che se si prendesse sul ritrarrebbe un quadro inquietante del pensiero di quella fascia generazionale che tanto fatica a trovare lavoro.

Ma non è questo il caso, perché Smetto quando voglio prende in giro e si prende in giro, facendo passare il messaggio che non è tanto difficile fare i soldi, il difficile è gestire tutto ciò che ruota attorno, che è corollario di questa scelta di vita. E quindi, grazie ad una buona regia e ad una recitazione più che azzeccata, tra pastette fra politici e malavitosi, papponi, boss del crimine e baronati professionali vari, si ride dall’inizio alla fine. 

E come se ciò non bastasse il film riesce, dopo averti fatto ridere, a regalare anche un momento di riflessione tragicomico sì, ma dal sapore più amaro che dolce per quella che, esagerazioni a parte, è una situazione gravissima del mondo lavorativo in Italia. Consigliato a chi crede che la commedia italiana funzioni poco.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.