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Sinister

Sinister

Paese: U.S.A.

Genere: Horror

Durata: 110 minuti

Regia: Scott Derrickson

Dal regista e autore di “The exorcism of Emily Rose” e “Ultimatum alla terra” arriva questo nuovo horror che si ispira al tema delle case maledette.

Ellison Oswalt è uno scrittore, autore di un best seller di cronaca che da dieci anni non riesce più ad avere il successo che desidera e sta ormai cadendo nel dimenticatoio. Per tentare di nuovo la scalata al successo si trasferisce in una casa a King Country, dove un’intera famiglia, eccezion fatta per la figlia più piccola, è stata trovata impiccata.

Dopo le prime indagini Ellison trova una scatola contenente vecchi nastri dove si testimonia l’avvenuta tragedia e non solo quella, perché altri atti terribili sono avvenuti tra quelle mura. Il materiale è eccezionale e potrebbe venirne fuori un nuovo bestseller, così l’uomo si mette sotto ad

indagare. Ma ciò che non sa è che un’antica presenza giace in quella casa e la sua curiosità la ridesta, trascinando la sua famiglia in una orribile spirale di orrore.

Ottima regia, che riesce a rendere bene l’atmosfera, con scelte tecniche più che azzeccate e colpi di scena che ben si legano con le inquietanti scene, esaltate dalla fotografia. L’idea alla base è buona (anche se come buona parte degli horror ormai, sa un po’ di dejà vu) ed è sorretta sia da una felice prova attoriale (Ethan Hawke è bravissimo) che da dei buoni dialoghi.

Purtroppo la già lodata sceneggiatura nasconde una crepa, un’inaspettata sorpresa che toglie forza alla rivelazione finale. Chi scrive eviterà di rovinare lo spettacolo a quanti volessero andare a vederlo, dopotutto si tratta di un film con delle potenzialità, ma allo stesso tempo non si può non evidenziare che la chiusura del film non regge rispetto alle premesse. Consigliato agli amanti del genere case maledette.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.