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Sindaci e Diocesi indifferenti e per i profughi c’è solo la tendopoli

Il primo dato dal quale partire è che nessuno dei 108 sindaci della provincia di Messina ha mosso un dito per dare una risposta concreta alla richiesta di aiuto della Prefettura in merito alla disponibilità a ospitare i profughi arrivati in città in più ondate.

Il secondo è che la Diocesi, che direttamente o indirettamente tramite gli ordini religiosi possiede un patrimonio immobiliare vastissimo, si è limitata a qualche frase di circostanza e ad aprire una raccolta di generi di prima necessità tramite la Caritas.

E’ evidente che i tempi dell’Abbé Pierre e di quanto fece nell’inverno del 1954 per i senza tetto sono solo un ricordo, anche per chi dovrebbe seguirne l’esempio costantemente.

E visto che si prevedono altri sbarchi, in assenza di risposte da parte delle istituzioni locali (Chiesa compresa), con l’eccezione dell’Università e del rettore Pietro Navarra, il ministero dell’Interno ha autorizzato l’allestimento di un campo attrezzato per garantire ospitalità temporanea prima che i profughi vadano altrove.

“Tale struttura -spiegano dal Palazzo del Governo- sarà allestita nei prossimi giorni e consentirà il trasferimento delle persone  in atto ospitate presso il PalaNebiolo. Darà inoltre la possibilità di far fronte a eventuali ulteriori richieste di ospitalità temporanea in ragione dell’andamento degli sbarchi sulle coste siciliane”.

La logistica per l’allestimento sarà curata dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, mentre la gestione vera e propria sarà curata da una ditta selezionata con una  gara bandita dalla Prefettura, attualmente in fase di aggiudicazione. A rendere improcrastinabile il trasferimento dei profughi dal PalaNebiolo alla tendopoli il verdetto dell’ASP 5, che ha giudicato la struttura universitaria inidonea sul lungo periodo. Anche perché, un impianto sportivo previsto per meno di 100 persone che invece ne ospita quasi 200, non può che essere una soluzione temporanea.

Anche in questo caso, sono state confermate le tre direttive già diramate dalla Prefettura: l’immediata individuazione di minori non accompagnati

(che tramite il Tribunale competente e con il supporto dei servizi sociali comunali saranno portati in appositi centri), le scrupolose verifiche sanitarie con eventuale ricovero in ospedale e l’immediata informazione agli ospiti riguardo i loro diritti quali la richiesta di asilo politico e la compilazione delle istanze da inoltrare all’autorità in materia.

“Anche nel nuovo sito -puntualizzano dalla Prefettura- sarà consentito l’ingresso agli enti e alle associazioni che ne faranno richiesta per svolgere attività di supporto legale o assistenza morale nei confronti dei profughi. La Prefettura rimarrà naturalmente disponibile a verificare eventuali indicazioni circa altre possibilità ricettive, provenienti sia dagli Enti Territoriali che da organizzazioni del privato sociale”.

Per quanto riguarda poi le contestazioni rispetto a come è stata gestita l’emergenza arrivate dal Circolo Arci, che ha anche convocato una conferenza stampa sull’argomento, dal Palazzo del Governo, pur non facendo cenno ad alcun episodio in particolare, sottolineano che “fin dalla metà dello scorso mese di settembre è iniziata una serrata attività volta alla individuazione di siti utili per soddisfare eventuali contingenti esigenze collegate agli sbarchi dei profughi.

Per tutto lo scorso mese di ottobre e fino al 4 di novembre sono state promosse 6 formali riunioni allargate e numerosi incontri ristretti con il coinvolgimento di tutti i rappresentanti delle Istituzioni territoriali, finalizzati anche alla concreta individuazione di siti immediatamente fruibili.

E’ stata inoltre diramata una circolare a tutti i sindaci della provincia per acquisire eventuali disponibilità. Tale attività, fino ad oggi, non ha sortito alcun esito utile, fatta eccezione per la piena e totale disponibilità immediatamente offerta dal rettore dell’Università di Messina, che ha messo a disposizione le proprie strutture.

E’ stato anche stimolato un confronto con gli organismi facenti capo al volontariato e al mondo delle associazioni attraverso il Consiglio Territoriale dell’Immigrazione. Anche tale confronto -conclude la nota della Prefettura- pur proficuo per vari profili, non ha finora portato al reperimento di immobili utili per un’immediata fruizione”.

Neanche da parte dell’amministrazione Accorinti, che pure si era opposta con decisione all’ipotesi della tendopoli.