#Sicilia. Tragedia nel Canale di Sicilia, le reazioni

Secondo le ultime informazioni, sono circa 50 le persone salvate tra i migranti a bordo del barcone che si è capovolto in acque libiche poco prima della mezzanotte di sabato, a circa 180 chilometri a sud di Lampedusa. Mentre pare che fossero partiti in più di 700.
L’Alto commissario delle Nzioni Unite per i rifugiati (UNHCR) António Guterres esprime il suo shock per la nuova tragedia nel Mediterraneo e per la perdita di centinaia di vite umane. “Se i numeri attuali fossero confermati, l’incidente rappresenterebbe la più grande perdita di vite di rifugiati e migranti mai verificatasi in un singolo incidente nel Mediterraneo. Questo episodio segue l’incidente della scorsa settimana in cui sono state perse 400 vite. Il disastro di Lampedusa dell’ottobre 2013 vide quasi 600 morti in due incidenti separati” – dicono dall’UNHCR.
Angelo Attaguile, segretario nazionale e coordinatore per la Sicilia di Noi con Salvini dcie che: “la Sicilia è ormai ridotta ad un cimitero per profughi. Assistere – aggiunge Attaguile – impotenti mentre le acque avvolgono uomini, donne e soprattutto bambini è quanto di più orribile questa terra poteva aspettarsi. Matteo Salvini ha preannunciato – rivela Attaguile – che nei prossimi giorni tornerà in Sicilia per ribadire il nostro no a questa folle invasione clandestina che lascia migliaia di morti per strada. Per Renzi e Alfano, ma soprattutto per chi grazie alle loro irresponsabili politiche fa fortune gestendo i centri d’accoglienza, gli immigrati sono solo numeri, non c’è più niente di umanitario. Dell’accoglienza c’è solo la maschera che nasconde i milioni di euro che tante volte, come trapela da alcune inchieste giudiziarie, finiscono anche nelle casse del malaffare. E adesso basta con questa ipocrita politica d’accoglienza umanitaria che cela solo un grande business alimentato sulla pelle dei poveri immigrati e dei cittadini italiani“.
Di opposto parere il deputato di Sinistra Ecologia e Libertà Erasmo Palazzotto: “basta con lo sciacallaggio demagogico di Salvini e con l’ipocrisia del giorno dopo dell’Europa e del Governo italiano. Chiudere Mare Nostrum è stato un crimine contro l’umanità. Con mezzi e personale specifico per il salvataggio in alto mare questa tragedia, l’ennesima, si poteva evitare o almeno ridimensionare nei numeri – dice Palazzotto – Mare Nostrum non è certo una soluzione per affrontare il fenomeno migratorio, ma sicuramente è uno strumento per salvare vite umane mentre si risolvono le cause all’origine dei flussi”.

