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#Sicilia. Totò Cuffaro torna a casa: “Non farò più politica”

Totò Cuffaro con i suoi avvocati (Foto da facebook)
Totò Cuffaro con i suoi avvocati (Foto da facebook)

Diversamente da Francantonio Genovese, che appena è tornato in libertà ha mollato il PD e armi e bagagli si è trasferito in quella landa desolata che ormai è Forza Italia, Totò Cuffaro a rientrare nell’agone politico, anche se ovviamente non direttamente, non ci pensa proprio.

Non è ancora chiaro se gli anni passati a Rebibbia lo abbiano reso insicuro o disincantato, ma resta il fatto che l’ex presidente della Regione Sicilia al momento preferisce stare lontano da tutto e da tutti. “Non farò più politica –ha dichiarato. Mi occuperò dei diritti dei detenuti, perché sono contro la pena di morte e l’ergastolo ostativo. La prossima settimana spero di poter partecipare al convegno dell’associazione che si occupa dei diritti di chi è in carcere”.

I più maligni ritengono che possa essere una strategia per rendersi più appetibile, ma per il momento è così. Punto.

Nel frattempo, i grandi tessitori di trame politiche siciliane, qualcuno in giro c’è ancora nonostante tutto, accarezzano l’idea di un nuovo progetto politico che abbia come protagonista proprio lui, Totò vasa vasa, l’uomo del vassoio di cannoli dopo una sentenza di primo grado nel 2008 che lo condannò a 5 anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento semplice (anche Cuffaro se si affrettò a correggere il tiro dichiarando di avere “provato conforto per una sentenza che stabilisce che io non ho mai favorito né la mafia né i singoli mafiosi”), ma anche l’unico politico che al momento abbia scontato la propria pena.

Rientrare nell’UDC è escluso, visto che il presidente nazionale Gianpiero D’Alia capeggiò la cosiddetta rivolta dei quarantenni quando Cuffaro era presidente e difficilmente lo strappo di allora si potrà ricucire. Del resto, il partito non è più quello che si è lasciato alle spalle, visto che ha stento tocca quota 1,8%.

In ogni caso, visto che il centrodestra siciliano, nonostante il rientro di Gianfranco Micciché, in questo momento è solo un’ipotesi e più che altro sembra un partito alla disperata ricerca di un autore, un nuovo progetto che si raccolga intorno a Cuffaro, che comunque non può candidarsi, potrebbe essere la chiave di volta per recuperare la diaspora dei moderati siciliani (un bel po’ dei quali finiti persino nel PD, che tanto non dice no a nessuno) che però di Forza Italia non vogliono saperne nonostante le manovre di avvicinamento di Micciché ai cuffariani doc.  

Oggi Cuffaro è rientrato a Raffadali e ha riabbracciato la madre, poi nel pomeriggio al cimitero dal padre e, per quanto riguarda le sirene della politica, si vedrà. Tanto, c’è tempo.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.