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#Sicilia. Riaperte le discariche: è polemica

Rifiuti via Garibaldi 27-1-2016 eVia libera dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti all’ordinanza della Regione Sicilia per la gestione dei rifiuti nell’Isola. Riaprono le discariche, chiuse alla mezzanotte di ieri, quando è scaduta la proroga della settimana scorsa del presidente Rosario Crocetta. Adesso ci sono sei mesi di tempo per invertire la rotta. L’ordinanza firmata da Galletti consente la costruzione di diversi inceneritori che dovranno smaltire 700.000 dei 2 milioni 048.380 tonnellate di rifiuti che la Sicilia produce ogni anno e prevede anche l’aumento della racconta differenziata. Gli impianti, che saranno inseriti nel Patto per il Sud e potranno contare su 150 milioni di fondi l’anno, saranno realizzati vicino alle discariche già esistenti e Crocetta giura che questa è l’ultima proroga. L’ordinanza firmata dal presidente della Regione punta all’aumento della differenziata, anche grazie a poteri sostitutivi dell’amministrazione regionale nei Comuni inadempienti e alla requisizione delle discariche private che non sono a norma. Immediate le reazioni dell’opposizione e anche di parte del Partito Democratico.

“Crocetta non è riuscito in quattro anni a sviluppare alcun percorso virtuoso nel settore dei rifiuti, l’abuso di ordinanze senza programmazione ci vede obbligati al passaggio autorizzativo col ministero, come previsto dal comma 4 dell’articolo 191, quindi tutto era prevedibile e questa emergenza sembra studiata a tavolino. L’accordo con il ministero è poco meno di un commissariamento ed è l’emblema del fallimento della politica regionale”. Così il Movimento 5 Stelle commenta la proroga per lo smaltimento in discarica, “che non ha risparmiato il caos in Sicilia, con impianti chiusi e autocompattatori costretti a fare dietrofront davanti ai cancelli sbarrati. Per  i prossimi mesi -aggiungono i deputati regionali Trizzino, Palmeri e Foti, della Camera Mannino e Grillo e del parlamento europeo Ignazio Corrao- in attesa degli accordi per la spedizione dei rifiuti fuori dal territorio regionale, i rifiuti dei Comuni siciliani viaggeranno per tutta la Sicilia per il semplice fatto che Crocetta e la Contrafatto hanno tenuto la testa sotto la sabbia per tutti questi mesi. Si sapeva che saremmo giunti a questo punto, la cubatura delle discariche non spunta per magia, la situazione è ben nota da almeno 6 mesi.  Questa volta speriamo che il ministero voglia controllare seriamente le condizioni che ha stabilito per consentire alla Regione di derogare ancora una volta la normativa ambientale, finora tutti i documenti prodotti sono rimasti belle parole, utilizzate solo per fare qualche annuncio e per nascondere la sabbia sotto il tappeto. Intanto da oggi è l’ennesimo caos, al limite dell’emergenza sanitaria. Questa è la conferma di un’amministrazione incapace, che non ha fatto altro che replicare i fallimenti di Cuffaro e Lombardo. Sul fronte gare per l’affidamento della raccolta, che dovrebbero permettere ai Comuni di aumentare le percentuali di differenziata -concludono i parlamentari- c’è un’altra medaglia di legno da assegnare a Crocetta: sono infatti decine

e decine i procedimenti inspiegabilmente impantanati da mesi presso gli Urega”. Sui i mancati obiettivi di raccolta differenziata in molti Comuni del Palermitano, il M5S aveva presentato anche un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale.

Netta bocciatura anche da Vincenzo Figuccia, vicecapogruppo di Forza Italia all’ARS. “La nuova legge regionale sui rifiuti è diventata quasi un mistero. È stata annunciata diverse volte negli ultimi mesi, ma del ddl a firma dell’assessore Contraffatto non c’è ancora traccia nel parlamento regionale. In tutto ciò in Sicilia succede che si fermino le discariche facendo aggravare la situazione in ordine allo smaltimento dei rifiuti e che si parli di termovalorizzatori senza ancora avere un piano chiaro sul ciclo dei rifiuti nell’Isola. Il Governo Crocetta si muova ed eviti annunci sterili che non fanno altro che alimentare quell’immagine negativa di una Regione che non risolve i problemi dei cittadini. Noi dell’opposizione siamo pronti, davanti ad una proposta di riforma di legge a valutarla con serenità nell’interesse dei siciliani che hanno visto solo aumentare il costo della TARI senza il corrispettivo di un servizio efficiente. Si faccia infine chiarezza anche sul personale di alcuni ex consorzi, come il Coinres, che ancora non conosce come potrà essere reinserito nel settore”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giovanni Panepinto, vicepresidente del gruppo PD all’ARS. “L’idea di trasportare migliaia di tonnellate di rifiuti ogni giorno dalle province di Agrigento e Trapani fino alla provincia di Siracusa è semplicemente assurda -puntualizza. La decisione del governo nazionale e l’atteggiamento silente del governo regionale, che non ha peraltro vigilato e obbligato i gestori di discariche a dotarsi del TBM (trattamento biologico meccanico) contribuiscono a determinare un danno ambientale in Sicilia, l’aumento dei costi a carico dei cittadini e la sensazione ormai costante di approssimazione e inefficienza. Il governo regionale chieda una proroga al governo nazionale per l’adeguamento delle discariche e imponga ai gestori di dotarsi immediatamente dei macchinari necessari al trattamento dei rifiuti”. Panepinto chiede inoltre all’assessore regionale all’Energia Vania Contraffatto e al dirigente competente di “riferire urgentemente in Commissione Ambiente e Territorio all’ARS sulla situazione attuale”.

Sostegno a Crocetta arriva solo da Alice Anselmo, presidente del gruppo PD all’ARS, che polemizza con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “Da chi è sindaco del capoluogo e presidente dell’ANCI, di fronte all’emergenza rifiuti ci aspettiamo un comportamento responsabile e propositivo, non certo dichiarazioni provocatorie che sorprendono e servono solo ad alimentare tensioni e allungare la soluzione del problema -sostiene. Anche perché Palermo non può certo essere presa a modello per quel che riguarda la pulizia, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. I problemi legati al trattamento dei rifiuti in Sicilia non possono certo essere addebitati a questo governo regionale né a questo governo nazionale che, anzi, stanno trovando soluzioni. Proprio l’assessorato regionale all’Energia -aggiunge Anselmo- sta portando avanti un lavoro complesso per fare arrivare la nostra isola a una condizione di normalità. In questa fase è necessario che i soggetti istituzionalmente coinvolti mettano da parte smanie politiche e ambizioni personali, e lavorino in maniera costruttiva alla soluzione del problema”.

 

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.