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#Sicilia. L’isola brucia mentre lo scirocco impazza

Palermo, foto di Roberto Valenti
Palermo, foto di Roberto Valenti

Tra polemiche e accuse reciproche la Sicilia brucia. Per l’intera giornata il fuoco l’ha fatta da padrone nel messinese e nella parte occidentale dell’Isola. Gli incendi sono stati alimentati dallo scirocco che ha flagellato ogni cosa, ma il sospetto che molti roghi siano dolosi c’è e la magistratura è pronta ad indagare se dovesse arrivare la conferma. “L’esercito, la protezione civile e tutti i forestali disponibili: si usino tutti i mezzi per contrastare l’inferno che sta inghiottendo la Sicilia -chiedono i parlamentari 5 Stelle all’ARS. E se qualcuno riesce a rintracciare Crocetta, gli ricordi che è, purtroppo, ancora il presidente di questa Regione, e che in questi casi non può permettersi, come ha fatto, di sparire. Si appresti, anzi, a chiede lo stato di calamità: i danni sono enormi”. Il Movimento 5 stelle chiede al governo siciliano di attivarsi a tutti i livelli per fronteggiare l’enorme emergenza incendi che rischia di lasciare profondissime ferite.

“Le notizie che arrivano -dicono i deputati- sono catastrofiche e mettono a nudo le falle di un sistema antincendio sicuramente da ripensare in toto. E’ ovvio che le condizioni climatiche hanno giocato contro, ma l’improvvisazione della Regione Sicilia ha spianato loro la strada. Non si può pensare agli incendi solo quando questi arrivano e sperare nella buona sorte. Contro lo scirocco e le temperature africane c’è poco da fare, si cerchi quantomeno di non facilitargli il compito”.

“Sono una ventina gli atti parlamentari con cui il Movimento 5stelle da anni denuncia sia in Parlamento che nell’Assemblea Regionale Siciliana l’assenza sia di adeguati piani di gestione e manutenzione che di un coordinamento delle varie Autorità coinvolte per fronteggiare gli incendi legati a criticità territoriali di diversa natura”. Lo affermano in una nota i deputati del M5S delle Commissioni Agricoltura e Ambiente della Camera, che aggiungono: “Tra i tanti atti ispettivi ricordiamo un’interrogazione parlamentare del 2 luglio 2015 in cui chiedevamo quali iniziative il Governo intendesse adottare, in collaborazione con la Regione siciliana, per rafforzare l’azione di prevenzione e tutela del patrimonio boschivo della regione siciliana, garantendo il regolare funzionamento del servizio antincendio – afferma Loredana Lupo, deputata siciliana del M5S in Commissione Agricoltura e prima firmataria dell’interrogazione. Nel testo è evidenziata anche una maxi truffa ai anni dell’assessorato regionale Territorio e ambiente nell’affidamento e svolgimento del servizio antincendio boschivo della regione, con l’accertamento della fraudolenta aggiudicazione dell’appalto, con le seguenti ipotesi di reato: falsità in atto pubblico, turbata libertà degli incanti, inadempimenti di contratti di pubbliche forniture”.

Distorsioni di un sistema che il M5S denunciava appena un anno fa”. “L’emergenza dello scirocco è solo una bufala per nascondere le reali responsabilità di istituzioni e organi competenti. Non ci stupisce, infatti, che lo stesso assessore all’Ambiente della Regione Siciliana Maurizio Croce abbia pubblicamente ammesso poco fa che ‘in Sicilia non c’è una regia in caso di incendi, per cui Protezione civile, Vigili del fuoco e Corpo forestale operano senza raccordo’. Ci auguriamo che le forze dell’ordine e le altre autorità competenti -concludono i deputati 5 Stelle- facciano chiarezza non solo sulla dinamica ma anche sulle inadempienze che hanno scatenato l’inferno che in queste ore sta bruciando Palermo e diverse aree della Sicilia”.

“Spiace riscontrare per l’ennesima volta come l’amministrazione regionale, che avrebbe dovuto attivare da mesi le attività di prevenzione degli incendi, anche in questo caso si sia dimostrata incapace di arginare un fenomeno previsto e prevedibile -commenta in un post su Facebook il senatore di Sinistra Italiana Francesco Campanella. Nei mesi passati, i forestali dell’Azienda Foreste Demaniali avrebbero dovuto predisporre i viali tagliafuoco nei boschi per arginare i prevedibili incendi e scongiurare il rischio che le fiamme si propagassero fino nei centri abitati, come invece è avvenuto. Di tutto ciò non è stato fatto assolutamente nulla, i boschi

sono stati lasciati allo stato selvaggio e gli operai non sono stati mandati in tempo a causa dei ritardi nelle assunzioni. Un ritardo che si è protratto fino a pochi giorni fa per gli operai da impegnare nell’attività di spegnimento degli incendi che, a quanto mi risulta, in questo momento non sono impiegati nell’emergenza perché impegnati nell’attività di formazione obbligatoria. Tutto questo è responsabilità politica di un’amministrazione scellerata, che dietro alle beghe di partito ha abbandonato una Regione a se stessa. I risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti. Mi chiedo -conclude il senatore- se tutto il personale del Corpo Forestale impiegabile nella vigilanza antincendio, in divisa e tecnico, sia effettivamente in servizio sul territorio o se sia stato a tutt’oggi lasciato in ufficio a svolgere attività amministrativa.

Attrezzature agricole comprate a peso d’oro per i progetti del Corpo Forestale, benzina alchilata acquistata a 4,5 euro al litro a fronte della benzina normale che ha prezzi di mercato di 3 o 4 volte inferiori, forniture richieste senza alcuna razionalizzazione dei costi e senza una centrale unica che permettesse acquisti a prezzi competitivi. Si è davvero fatto di tutto negli ultimi anni per affossare il comparto degli operai forestali, facendo lievitare le spese e addossandone le colpe al costo delle giornate di lavoro degli operai forestali -aggiunge ancora il senatore Campanella. La verità è un’altra ed è sotto gli occhi di tutti, in questi anni si è consumato un peloso gioco delle parti ai danni dei siciliani. Nel 2012 – denuncia ancora il senatore- i vertici del dipartimento emanarono una direttiva con la quale si bloccava l’acquisto di nuove attrezzature, utensili da lavoro e macchine operatrici (come motoseghe o decespugliatori) e di ulteriori dispositivi di protezione individuale, rispetto a quelli già acquisiti ed in uso alla manodopera, salvo eventuale deroga solo se adeguatamente giustificata e motivata dal RUP e dal gruppo di progettazione. Nella stessa direttiva non era ammesso l’inserimento, nei progetti di acquisto, dell’uso di benzina sintetica alchilata, il cui costo era di circa 4,50 euro/litro a fronte di un costo pari a circa 1 euro/litro per l’acquisto e l’utilizzo di benzina agricola e di 1,60 euro/litro per l’acquisto e l’utilizzo di gasolio o benzina verde al distributore.

Nello stesso anno -aggiunge Campanella- il dipartimento Azienda Foreste Demaniali aveva avviato l’iter per l’elaborazione del Prezziario Unico Regionale, che avrebbe abbattuto notevolmente i costi rispetto all’acquisto di poche unità nei singoli uffici distaccati ed elaborato il bando di gara tipo per procedere all’affidamento in concessione della gestione di strutture di proprietà del Demanio Forestale. L’unico obiettivo che l’amministrazione regionale riuscì a raggiungere, fu quello di rimuovere la dirigenza propositiva del dipartimento e di sostituirla, in una delle tante rotazioni annunciate urbi et orbi da Rosario Crocetta. È evidente – conclude – che ci siamo trovati davanti all’ennesimo gioco delle parti. Da quattro anni i siciliani sono vittime di una politica pirandelliana, che indica una rappresentazione di se stessa, quando la realtà dietro la maschera è tutt’altra. Tante volte abbiamo letto in questi anni dei costi del Corpo Forestale, a questo punto ci piacerebbe sapere quale parte è dovuta al lavoro effettivo degli operai e quale parte sia dovuta a una gestione che andrebbe valutata in modo puntuale”.

“C’è una mano criminale dietro gli incendi che stanno divampando in queste ore a Palermo e nella costa nord dell’Isola, lo dimostra il fatto che i focolai siano stati molteplici e sparsi per più punti del territorio -commenta il deputato di Sinistra italiana Erasmo Palazzotto. Le loro azioni sono però state agevolate dalle carenze nella manutenzione del territorio e dalla mancanza di un piano di prevenzione degli incendi. E’ inaccettabile che nonostante si sapesse da tempo il tipo di giornata a cui si sarebbe andati incontro oggi, si sia potuti arrivare a questo, totalmente impreparati alla gestione dell’emergenza, con grossi ritardi negli interventi e caos nell’organizzazione. Ringraziamo chi da ore sta lavorando per spegnere gli incendi, ma ai piani alti è chiaro che qualcosa non abbia funzionato”.

 

 

 

#Sicilia. L’isola brucia mentre lo scirocco impazza
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Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.