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Sicilia Limoni, l’1 febbraio vertice in Prefettura

Il prefetto di Messina Stefano Trotta

Presidio a oltranza dei lavoratori della Sicilia Limoni. L’azienda ha deciso di chiudere e trasferire in Germania ed in Svizzera la produzione ed ha avviato la mobilità per i 24 dipendenti, che sono stati avvisati con una lettera inviata il 31 dicembre scorso.

A scatenare l’ira dei lavoratori, la decisione dei vertici societari di sospenderli dal servizio in attesa che si completi il percorso per la messa in mobilità.

Una procedura senza precedenti, che i sindacati ritengono irregolare. Questa mattina i dipendenti della Sicilia Limoni hanno bloccato il camion mandato per

prelevare i macchinari e trasferirli altrove. La mediazione della Prefettura e della Digos ha smorzato la tensione ed ha permesso di convocare un incontro al Palazzo del Governo per l’1 febbraio prossimo, ma il camion è ancora fuori dai cancelli dello stabilimento ed i lavoratori non intendono farlo entrare.

“Andremo avanti ad oltranza con il presidio -dichiarano- fino a quando non otterremo il rispetto dei nostri diritti”. L’iter per la messa in mobilità è regolato dalla legge 223 e prevede l’invio di una lettera sia al lavoratore che ai sindacati e l’avvio di un percorso lungo 75 giorni e che non prevede la sospensione dal servizio.

L’azienda non è in crisi, ma la decisione di chiudere e trasferire altrove la produzione è stata confermata il 15 gennaio scorso dall’amministratore unico della Sicilia Limoni Hanne Harten.