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#Sicilia. Gela, la protesta continua e Crocetta scarica le responsabilità sul Governo Renzi

L'impianto petrolchimico di Gela
L’impianto petrolchimico di Gela

I lavoratori della raffineria ENI di Gela vanno avanti con la protesta, mentre il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta scarica tutte le responsabilità sull’esecutivo nazionale e sul premier Matteo Renzi.

Sconcerto da parte di CGIL, CISL e UIL. In una nota i segretari generali regionali di categoria Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania manifestano “rammarico e preoccupazione per i concetti espressi dal Governo Regionale. Il presidente Crocetta afferma che comprende le ragioni dei presidi e nel frattempo dichiara che dipende tutto dal Governo nazionale e, nel merito, dal ministero del Lavoro. Incredibile, ma vero.

Tutto questo accade mentre la tensione a Gela non ha precedenti e nella giornata del comunicato congiunto con i sindaci e gli operatori economici. La protesta continua e in modo chiaro rivendichiamo il diritto ad avere dal Governo Renzi una data per affrontare e definire il presente di un’intera popolazione e con essa, da oggi, di quelle dei Comuni limitrofi”.

I sindacati confederali lanciano un monito anche alla classe politica, perché “si assuma le responsabilità dando al territorio risposte concrete attraverso strumenti straordinari e derogatori a ogni legge, sapendo che ogni giorno che passa è un danno in più al mondo del lavoro e a un’intera popolazione”. All’ENI CGIL, CISL e UIL chiedono di anticipare i cantieri per dare occupazione a centinaia di lavoratori.