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Sicilia, fiamme anche a Lipari: la Regione pronta a proclamare lo stato di calamità

MESSINA.  La Sicilia continua a bruciare. Ieri in tarda serata anche l’isola di Lipari è stata pericoloso teatro di un vasto incendio divampato nella zona di Quattropani, Castellaro, Madoro Monte Sant’Angelo e Varesana. Molta la paura fra gli abitanti e i vacanzieri anche perchè le fiamme, a causa del forte vento, si sono avvicinate ad alcune abitazioni. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, gli uomini della Forestale, dei volontari e anche i Carabinieri. Questi ultimi ora indagano sull’accaduto perchè non si esclude che l’incendio possa essere stato di origine dolosa. Frattanto la Regione è orientata a proclamare lo stato di calamità e a chiedere a Roma la dichiarazione dello stato di emergenza per gli incendi che hanno distrutto centinaia di ettari di vegetazione nell’ultimo fine settimana. La decisione è arrivata nella seduta della Giunta, tenutasi ieri a tarda serata. Per poter procedere in tal senso si aspetta la relazione sulla stima dei danni alla quale stanno già lavorando quattro dipartimenti regionali: Protezione civile, Corpo forestale, Sviluppo rurale e Agricoltura. Proprio ieri pomeriggio, il presidente della Regione Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Toto Cordaro, si è recato ad Altofonte, il Comune più colpito dai roghi, con oltre 900 ettari di vegetazione andati in fumo. Il governatore, accolto dalla sindaca di Altofonte Angela De Luca e da quello di Piana degli Albanesi Rosario Petta, si è intrattenuto alcuni minuti nell’Aula consiliare per poi recarsi nel Bosco della Moarda. Musumeci ha espresso apprezzamento per tutti coloro che si sono prodigati in questa difficile contingenza. “Auspico – ha detto il presidente – che si possa, con la collaborazione anche dei cittadini, arrivare all’individuazione di questi delinquenti che con una strategia criminale concordata distruggono, in un solo attimo, un patrimonio boschivo formatosi in decenni di cura e attenzione della comunità locale e delle istituzioni”.