Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

#Sicilia. Ex Province allo sbando, si dimettono i commissari straordinari di Agrigento e Caltanissetta

Il palazzo della Provincia di Caltanissetta
Il palazzo della Provincia di Caltanissetta

“Le ex Province siciliane sono ormai allo sfascio mentre il governo regionale fa finta di non vedere e di non sentire”. Così il senatore di Sinistra Italiana-Altra Europa Francesco Campanella dopo le dimissioni dei due commissari straordinari delle ex Province di Agrigento e Caltanissetta.

Secondo Campanella, il Governo Crocetta “dimostra ancora una volta la propria incoscienza a tre anni di distanza dall’annuncio di una legge di riordino degli enti intermedi che non ha mai visto la luce”.

Problemi anche per la ex Provincia di Enna, che per il senatore Campanella “è ormai al collasso e la responsabilità di questo disastro non si può certo attribuire ai commissari straordinari, ma alla politica regionale. Baccei ha dichiarato proprio negli scorsi giorni che per sanare i bilanci provinciali servirebbero 180 milioni di euro, come se non sapesse il motivo di quell’ammanco.

Quelle somme, infatti, corrispondono alla stessa cifra dei prelievi forzosi che il Governo Renzi ha messo in atto sulle casse provinciali. Smettiamola con il gioco delle parti, come se quello che succede a Roma non riguardasse la politica regionale. Baccei in Sicilia non è farse stato mandato da Renzi? Come fa l’assessore regionale all’Economia a non ricordare che i fondi che mancano alle Province siciliane sono gli stessi che sono stati prelevati da Roma? Questo gioco delle parti sulla pelle dei siciliani e dei dipendenti delle Province, il cui futuro è tutto fuorché certo, è diventato davvero insopportabile”.

Campanella denuncia anche che dei servizi di competenza delle ex Province “non è rimasto nulla: oltre la metà delle strade provinciali sono disastrate o impraticabili, l’edilizia scolastica è al collasso e i servizi ai disabili sono ben al di sotto della media di un Paese civile. Questo è il risultato di un’abolizione voluta da Crocetta e ottenuta grazie all’aiuto dei deputati regionali 5 Stelle senza considerare minimamente le conseguenze che il provvedimento avrebbe comportato.

Davanti a un disastro politico e amministrativo di questa portata – conclude Campanella- non resterebbe altra via se non quella di tornare a casa, ma questo PD e questo Movimento 5 Stelle, accecati dal potere, non riescono a vedere altro se non loro stessi”.