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#Sicilia. Crocetta vs L’Espresso, Iacopino (OdG): “Una smentita che non smentisce un bel nulla”

Enzo Iacopino
Enzo Iacopino

Tra smentite e conferme l’affaire Crocetta vs L’Espresso tiene banco. Per difendere il diritto di cronaca e la libertà di informare scende in campo Enzo Iacopino, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Che in un post su facebook dichiara senza mezzi termini che “Non c’è limite all’ipocrisia. L’Espresso rivela che il medico del presidente Crocetta pronuncia al telefono con il governatore della Sicilia parole sulla sorte da riservare alla figlia di Paolo Borsellino, Lucia, che provocano orrore solo a riferirle.

Crocetta sostiene di non averle sentite: era in una zona d’ombra. Capita. Ogni tanto io mi sento bellissimo quando mia nipote mi dice non sono grasso ma “morbido”. Ma il pudore dove è finito? La dignità del silenzio, il buon gusto di ritirarsi in clausura?“.

Poi un passaggio su quello che è il vero nervo scoperto della vicenda: a prescindere dal fatto che il presidente Crocetta abbia sentito o no la frase su Lucia Borsellino, Tutino non ha avuto problemi a dirla.

“Il fatto che il dottor Tutino abbia ritenuto di poter liberamente dire quelle frasi a Crocetta, in tutta evidenza senza timore alcuno, la dice lunga sull’impegno civile dichiarato e su quello praticato da alcuni -chiosa Iacopino.

Quello che sconcerta è anche la rapidità della precisazione della Procura di Palermo: quelle frasi non ci sono nelle intercettazioni depositate nell’ambito di una certa inchiesta. Basta questo per far partire una vera e insopportabile aggressione nei confronti dell’Espresso. Il direttore del settimanale è imperturbabile: ha ascoltato quelle frasi, dice a Sky, che sono inserite in intercettazioni secretate!”.

Il nodo da sciogliere, quando la stampa si scontra con la magistratura è sempre lo stesso. “Chi ha questo potere? -chiede il presidente Iacopino. La magistratura. E allora di che cosa parla la Procura di Palermo? Di una specifica inchiesta, pare di capire. Il che non esclude un bel nulla con tutto quello che circola nel capoluogo siciliano.

Ma una smentita che non smentisce un bel nulla fa tuonare i cannoni contro L’Espresso. Scommettiamo -conclude- che qualcuno ripartirà da qui per cercare ossigeno nella battaglia per una regolamentazione delle intercettazioni che toglierà spazi di verità ai cittadini? Cioè a voi. A noi”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.